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La Camera di commercio: particolarmente negativa la situazione dell’edilizia
Artigiani con il fiato corto
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Un cantiere: le aziende artigiane dell’edilizia sono in un momento di difficoltàFatturato in calo (-5,9%), giù l'occupazione (-2,1%)
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PISA. La crisi continua a pesare sull'artigianato e la piccola impresa. I limiti strutturali della piccola impresa e le difficoltà in cui versa il mercato interno decretano il perdurare delle difficolto per un settore il cui fatturato, dopo il -17,1% del 2009, ha registrato un'ulteriore contrazione di -5,9% nel 2010. Preoccupanti anche i dati sull'occupazione del settore (-2,1%). Lo afferma il rapporto sulla congiuntura diffuso dalla Camera di commercio. Relativamente migliori, ma pur sempre negative, le performance delle piccole imprese non artigiane (meno di 10 addetti) che a Pisa perdono il 3,3% del fatturato e l'1,2% degli addetti. Unica eccezione, all'interno di un quadro altrimenti omogeneo, si dimostra il distretto di Santa Croce sull'Arno, dove il settore artigiano torna a registrare evoluzioni positive, sia in termini di fatturato (+0,7% nel 2010 dopo il -23,3% del 2009) che di addetti (+0,2% nel 2010 dopo il -6,5% del 2009) dimostrando di aver saputo agganciare la fase favorevole del pelli e cuoio nel suo complesso. Veniamo all'analisi settoriale. Particolarmente negativa risulta la performance dell'edilizia, che arretra dell'11,5% nell'artigianato e del 4,3% tra le micro-imprese. Contrazioni rilevanti anche nei servizi (-4,0% artigiani e -3,7% non artigiani) mentre per il manifatturiero si assiste ad un rallentamento della flessione: -2,9% nell'artigianato ma soprattutto -0,9% tra le piccole imprese. Contenute invece, grazie alla spinta dell'estero, le flessioni della metalmeccanica (-0,2% il fatturato delle imprese artigiane, -1,4% quello delle piccole imprese). Leggendo ancora i dati attraverso la lente dei settori occorre registrare flessioni che interessano gli addetti in edilizia (-20,3% gli addetti della componente non artigiana e -4,2% quella artigiana), nel manifatturiero (-7,0% nel mondo della piccola impresa e -2,5% nell'artigianato). Crescono invece gli addetti afferenti al comparto dei servizi (+2,3% tra le imprese non artigiane e +3,1% tra le artigiane). Dati più incoraggianti arrivano dal versante degli investimenti (soprattutto nel settore servizi) e dalla dinamica delle imprese. Per quanto riguarda il primo indicatore, aumenta la quota di imprese che dichiarano investimenti in aumento rispetto all'anno precedente: il 17,4% delle imprese pisane operanti nell'artigianato e addirittura il 24,6% tra le piccole imprese non artigiane. Un dato che pone la provincia di Pisa al di sopra della media regionale per entrambe le tipologie d'impresa. A Pisa, contrariamente che nel resto della Toscana, cresce anche il numero di imprese artigiane (nell'edilizia e nei servizi ma non nel manifatturiero). È una crescita frutto della decisa flessione del tasso di mortalità (nel 2009 era del 9%, nel 2010 passa invece al 7,8%) cui si affianca solo una lieve flessione del tasso di natalità sceso dall'8,1% del 2009 all'8,0% del 2010.
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