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Il Comune lha istituito e ha chiesto lAlto Patronato della presidenza della Repubblica
Giorno della memoria antifascista
G.C.
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PISA. Il 25 aprile alle celebrazioni per la Liberazione si aggiungerà la presentazione ufficiale alla città di una nuova iniziativa: l'istituzione del "Giorno della memoria delle leggi razziali italiane". Un appuntamento annuale, fissato per il 5 settembre, giorno in cui (nel 1938) il re Vittorio Emanuele III firmò a San Rossore il primo regio decreto sulla "legislazione razziale". Lo ha annunciato ieri il sindaco Marco Filippeschi, che ha anche scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiedergli «di valutare la concessione dell'Alto Patronato» e per invitarlo alla prima edizione del 2011 o in futuro. Filippeschi lunedì prossimo vuole «ricordare tutti quelli che si opposero all'abominio del fascismo e del razzismo». L'iniziativa, votata all'unanimità dalla giunta comunale il 12 aprile, è stata illustrata in conferenza stampa anche dal presidente della comunità ebraica pisana, Guido Cava, e dal presidente provinciale dell'Anpi, Giorgio Vecchiani. Entrambi paventano dopo quasi 75 anni il «pericolo del revisionismo». Secondo Cava «sarebbe opportuno un carattere nazionale delle celebrazioni: è bene che la gente sia martellata, altrimenti pensa che non sia successo niente». Per Vecchiani la «preoccupazione maggiore è l'indifferenza di oggi: la stessa che qualcuno aveva quando applaudivano a Mussolini. Rischiamo gli stessi danni alla democrazia e alla civiltà». L'assessore alle pari opportunità, Marilù Chiofalo, ha evidenziato la presenza di una parte del programma destinata ai giovani e alle scuole, che proseguirà fino al 2 giugno.
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