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Pisa

Storie di vita e romanzi per capire e vincere il subdolo "male oscuro"

Storie di vita e romanzi per capire e vincere il subdolo "male oscuro"

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PISA. C'è un modo per legare l'immaginazione, la scienza e la quotidianità. Ed è un libro, più precisamente 6 libri, che cercano di far condividere, che possono generare forza dalla debolezza, salute della mente dalla malattia del corpo, comprensione dalla sofferenza.  Ecco il motivo che ha fatto nascere la collana dal nome S/confini e diretta dalla psicoanalista Arianna Luperini, con copertine di Mariolina Camilleri (figlia dello scrittore Andrea) e le storie raccolte e raccontate da Stefano Bambini (regista, sceneggiatore e musicista). Il progetto editoriale, promosso dall'associazione "L'Isola dei Girasoli", sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, edito da Felici Editore e distribuito gratuitamente con il nostro giornale, è al suo quinto numero dopo aver esaurito le copie sull'autismo di mercoledì scorso.

«Parafrasando Carla Busato - scrive Arianna Luperini - se è possibile riconoscere e inserire in un rapporto fra simili anche la debolezza quale espressione del limite che caratterizza le esperienze dellanostra vita, allora, da questa debolezza, pensata e gestita, può nascere una fortezza».  "Non ombre nei puri silenzi" è il volume dedicato alla depressione, curato dalle psicoanaliste Gabriela Gabbriellini e Arianna Luperini, che si apre con i racconti di Marco Malvaldi e Carla Muschio. Nella parte dedicata alla conoscenza un intervento delle curatrici analizza gli aspetti psicologici della depressione. In effigie al capitolo una frase di Giorgio De Chirico che descrive la depressione come: «Tutte le cose sono vuote/risucchiate dal cielo aspiratore/tutte le piazze deserte/tutti i piedistalli vedovi/le statue emigrate in lunghe carovane di pietra/verso porti lontani». 

La pediatra e psicoanalista Gina Ferrara Mori invece spiega la depressione prima e dopo la gravidanza. Infine gli psichiatri Valeria Camilleri e Mauro Mauri descrivono la depressione maggiore, ovvero quando l'umore depresso presenta caratteristiche di persistenza e può interferire pesantemente sul modo di pensare di un individuo, sui suoi comportamenti, sul suo lavoro e sul benessere fisico.  Il volume prosegue con le storie dalla depressione, viaggi all'inferno e ritorno come quella madre che racconta: «Se lo racconto ho ancora il terrore addosso. Mi avvicino per prenderla dalla carrozzina (ndr la figlia in fasce) e mentre mi avvicino mi rendo conto che... ho paura di farle del male... sento che mi prende un istinto... violento... mi bloccai lì. Cominciai a tremare. Ero sgomenta.

La lasciai lì da sola e corsi di sopra in camera mia a piangere. Volevo morire. Dopo un po' chiamai mio marito e gli dissi di venire subito a casa da me».  E ancora: «Mi sono accorta di essere sempre più depressa perché vedevo i miei sentimenti sempre più lontani. I sentimenti miei. Sempre più lontani da me. Io avevo tre figli e non avevo più nessun affetto per loro... sentivo così e mi spezzavo il cuore. Pensavo che a questi bambini, allora erano piccoli, avrebbero potuto badare molto meglio altre persone, piuttosto che una come me».

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