Querelato per le foto su Internet
Accusato da Toscani regista viene assolto
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PISA. «Ero tranquillo perché ho la coscienza a posto e nutro stima e fiducia verso i magistrati. Ma sono rimasto colpito». Salvatore Ciulla commenta così la sentenza di assoluzione arrivata due giorni fa in tribunale. Il noto regista, direttore della Fondazione istituto dramma popolare di San Miniato, era stato querelato da Oliviero Toscani che lo accusava di aver diffuso alcune sue immagini senza autorizzazione su un sito internet. Toscani chiedeva 50mila euro, il Pm 4 mesi di arresto. Ma Ciulla, assistito dagli avvocati Tullio Padovani, Aldo Santilli e Anna Franchini, come detto è stato assolto «per difetto di nocumento». La vicenda nasce nel 2007, in seguito alle polemiche per la fontana di Trevi la cui acqua fu "arrossata" dall'artista Graziano Cecchini. Racconta Ciulla: «Lo staff di Toscani mi contattò perché voleva fare un servizio su Cecchini con una vasca, presso il residente di San Rossore, di cui ero presidente. Gli misi a disposizione gratis un appartamento e tutta l'assistenza necessaria, credendo che si trattasse di un'iniziativa di solidarietà a favore di Cecchini, e chiesi a mia volta il permesso di scattare qualche foto. Questi miei scatti li detti a un amico giornalista che li pubblicò su un sito. Poi... seppi che non si trattava di una iniziativa di solidarietà artistica ma di un servizio per Vanity Fair. Ed era colpa mia, dissero, se loro non portavano avanti il servizio. Così mi sono ritrovato anche denunciato. Mi spiace sul piano umano che Toscani lo abbia fatto, anche se la stima per l'artista rimane. E comunque questa storia mi ha dato modo di conoscere i miei avvocati come splendide persone». A.Sc.
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