Il Tirreno

Pisa

Darà vita a nuovi organismi marini

A sinistra e sopra il sopralluogo di studiosi amministratori, tecnici dell’Arpat e Capitaneria A destra un primo piano del cetaceo spiaggiato sul litorale all’altezza di San Rossore
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A sinistra e sopra il sopralluogo di studiosi amministratori, tecnici dell’Arpat e Capitaneria A destra un primo piano del cetaceo spiaggiato sul litorale all’altezza di San Rossore

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Sarà affondata nelle acque del Tirreno e fornirà la materia organica per lo sviluppo di nuovi organismi marini. È questa la sorte che spetta alla povera balenottera che mercoledì scorso si è spiaggiata in prossimità del Serchio, lungo l'arenile del Comune di San Giuliano Terme, nel parco naturale di San Rossore.

Questa mattina gli amministratori comunali, Arpat e Capitaneria di porto discuteranno modi e tempi dell'affondamento, che si svolgerà presumibilmente tra oggi e domani.  La decisione non è stata semplice, ma le difficoltà (e le spese) per il trasporto del cetaceo su strada hanno fatto propendere le autorità di San Giuliano e gli altri enti coinvolti per questa ipotesi, che oltretutto presenta interessanti risvolti scientifici. Esperti e biologi marini provenienti da diversi istituti e università hanno infatti spiegato che intorno alla carcassa si svilupperanno comunità di vertebrati ed invertebrati che lì troveranno un valido nutrimento.  Il monitoraggio su quello che avverrà intorno alla carcassa della balena durerà 18 mesi e sarà condotto dall'università di Firenze, grazie alle risorse del progetto transfrontaliero Gionha, di cui Arpat è capofila. Inoltre ieri è circolata la notizia che lo scheletro della Moby Dick toscana sarà affidato al Parco di San Rossore, ma ancora non vi sono conferme in tal senso.  «Mi sembra prematuro parlare di questo argomento - spiega il presidente Giancarlo Lunardi -.

Nella storia di San Rossore questo è un fatto quasi unico, se si esclude un altro incidente analogo avvenuto negli anni Cinquanta ma dove l'animale era di dimensioni minori. Al di là del dispiacere per quanto avvenuto, adesso abbiamo un interesse scientifico legato agli esiti del progetto di ricerca. Allo stesso tempo siamo attenti al fattore "tutela ambientale" visto che con le Secche della Meloria, anche il parco di San Rossore fa parte della partita del Santuario dei cetacei».  Intanto ieri sono proseguite le analisi sui resti del cetaceo, che hanno attirato la curiosità di numerosi pescatori, le cui barche sono state allontanate dalla guardia costiera per consentire il tranquillo svolgimento delle operazioni, condotte da studiosi delle università di Padova e di Siena. Le prime sommarie indagini consentono di escludere che la morte dell'animale sia stata causata dalle attività di pesca o dalla navigazione di unità mercantili.  Intanto la vicenda della balena spiaggiata ha suscitato numerose reazioni negli ambienti politici. L'on. Ermete Realacci (Pd) ha preannunciato una interrogazione al ministero dell'Ambiente. Altre prese di posizione da parte di Greepeace (che contesta il ministero il quale aveva autorizzato il rigassificatore perché quel tratto di mare non era di passaggio dei cetacei), del Partito Comunista dei Lavoratori e del consigliere regionale del Pdl Paolo Marcheschi, che ha presentato un'interrogazione sulle dichiarazioni del presidente della Regione. Gianni Parrini

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