Il Tirreno

Pisa

L'Aci: guai ad alzare il tetto dei 90

Daniele Benvenuti

E i consumatori si schierano contro la Fi-Pi-Li a pagamento

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 PISA. «È singolare che un giudice di pace intervenga sui limiti di velocità». Perplessità nelle parole del direttore dell'Aci di Pisa, Francesco Bianchi, sulla sentenza che ha annullato una multa sulla Fi-Pi-Li per eccesso di velocità. Per Bianchi il limite attuale è in linea con la caratteristica della strada. «Adesso le caratteristiche della superstrada non consentono velocità superiori - insiste -. È evidente che modifiche del limite contribueribbero ad accrescere la velocità degli automobilisti aumentando i rischi».  Perentorio anche sull'ipotesi pedaggio: «Non la prendiamo nemmeno in considerazione - conclude il direttore dell'Aci Pisa - visto che sarebbe l'ennesimo balzello per gli automobilisti».  Concorda anche Paolo Redini, presidente di Federcosumatori Pisa: «Sul pedaggio siamo contrari e lo contrasteremo in tutte le sedi, così come stiamo facendo per gli aumenti di quelli in autostrada. Quanto alla sentenza, la quasi totalità delle altre confermano la multa per chi supera il limite di 90. Ai nostri associati quindi non facciamo false illusioni su questo tipo di ricorso».  La conclusione la lasciamo a Giacomo Maccheroni, onorevole socialista a cavallo degli anni Ottanta e Novanta e già relatore del nuovo codice della strada: «Sul pedaggio? Rossi si metta al tavolo con Matteoli e decida. La sicurezza in superstrada? Bastava che i provveditorati agli Studi recepissero un emendamento votato all'unanimità dal parlamento che imponeva l'educazione stradale nelle scuole. Oggi tanti automobilisti avrebbero una maggiore conoscenza del codice della strada».

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