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Asili nido, si tenta la mediazione
Sofia Casablanca
Con lo stop al turnover si rinuncia a sette unità
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PISA. Si terrà oggi un incontro di raffreddamento del conflitto alla prefettura, tra Rsu e amministrazione comunale, per la questione della nuova gestione nei nidi. Molta la confusione in merito. Quel che è certo è che, sulla base della normativa regionale in materia, il personale nei 9 asili nido di Pisa, è passato da 76 a 69 unità effettive, sufficienti, secondo l'amministrazione, a gestire 378 posti nei nidi a gestione diretta, per un rapporto educatore-bambino di 1 a 6. Ridotto di 2 unità anche il personale ausiliario negli asili nido. «Ma non si tratta di licenziamenti, - sottolinea l'assessore alle politiche educative Maria Luisa Chiofalo - semplicemente, il personale in esubero, una volta andato in pensione, non verrà reintegrato». E questo per adeguarsi alle leggi regionali. «Abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi - continua l'assessore -: mantenimento dei 5 part-time fino a fine esercizio finanziario, stabilizzazione dell'organico a 69 unità a seguito di 7 pensionamenti». Per la verità, come ammesso dalla stessa Chiofalo, non si è ancora provveduto ad uno degli impegni presi in sede di contrattazione: 2 delle 69 educatrici hanno ancora un contratto di lavoro a tempo determinato. Sebbene esse facciano effettivamente parte dell'organico, si attende ancora la conversione dei loro contratti. «Bisogna aspettare che i 2 contratti a tempo determinato scadano regolarmente, a giugno, prima di convertirli in contratti a tempo indeterminato», rispone l'assessore al personale Cassone, a chi lamenta il ritardo nell'adempimento degli accordi. A parte qualche pecca, l'assessore Chiofalo conclude sottolineando che in realtà il Comune non ha tagliato i fondi ai nidi, ha semplicemente rimodulato la spesa, tra nidi a gestione diretta e indiretta, per adeguarsi alla media nazionale e far fronte ai tagli del governo. Anzi, c'è di più. Pisa ha mantenuto le 3 scuole d'infanzia comunali, nonostante la finanziaria del 2011 non ne preveda l'obbligo e continua a sviluppare la qualità del servizio, potenziando ad esempio il coordinamento pedagogico. Ma per i sindacati questo non basta. «Spesso - evidenziano i Cobas, sulla base delle dichiarazioni di alcuni genitori - il rapporto 1 a 6 per i nidi e 1 a 25 per le materne, non viene rispettato, o perlomeno, non in tutte le fasce orarie della giornata». «In più,- aggiunge la Cgil- riducendo anche il personale ausuliario, sarà impossibile compensare la riduzione delle educatrici.» La Cisl evidenzia un'altro aspetto della questione: l'esternalizzazione dei servizi comunali. L'affiancamento alle cooperative viene lamentato dai genitori, che non trovano più quella continuità didattica che invece la gestione comunale garantiva. A ciò l'assessore Chiofalo risponde che in realtà il controllo comunale è ferreo, e si proverà a migliorare ancora su questa strada. «Siamo pronti al dialogo, e ad ascoltare qualsiasi progetto innovativo dell'Rsu».
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