Il Tirreno

Pisa

Spaccatura tra i sindacati sui rincari dei biglietti

I cartelloni che indicano i percorsi delle Lam
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I cartelloni che indicano i percorsi delle Lam

Le proposte di Mazza (Filt-Cgil) non convincono Fit-Cisl e Uiltrasporti

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  PISA. I sindacati si spaccano a metà. Dopo le proposte di Antonio Mazza di Filt-Cgil per cercare di recuperare fondi al fine di evitare tagli al personale della compagnia pisana trasporti (Cpt), anche le altre associazioni dei lavoratori esprimono la loro opinione.  Enzo Casarosa, segretario responsabile di Uiltrasporti Pisa, è decisamente contrario alla proposta di Mazza di aumentare i biglietti: «Non lo sapevo e mi dispiace che Mazza la pensi in questo modo, vuol dire che la Cgil sta seguendo una linea tutta sua. Credo che l'aumento dei biglietti scoraggerà l'uso del trasporto pubblico, penalizzandolo ulteriormente». Il segretario aggiunge anche che una persona può anche essere d'accordo a spendere qualche centesimo in più pur di avere ancora attivo il servizio, ma in questa maniera non si pensa alle famiglie che quotidianamente hanno 5 o 6 persone che usano i pullman. Casarosa pensa anche che sia prematuro parlare e fare proposte, visto che l'azienda non ha ancora presentato dati e cifre nero su bianco: «Ancora non siamo riusciti ad avere dei documenti che certifichino gli esuberi, gli utili o i dati sulle linee Cpt. Per questo dico che è prematuro fare programmi».  Anche Stefano Boni, segretario generale della Fit-Cisl, sembra perplesso quando gli vengono presentate queste proposte: «Non credo che si possa aumentare così, senza una giustificazione, il prezzo dei biglietti. Per farlo è necessario prima migliorare i servizi ed i controlli». Boni ritiene superfluo, inoltre, continuare a parlare a livello locale o di singole aziende: «Il problema è ben più ampio, si devono affrontare i problemi a livello regionale. C'è in programma la possibilità di creare un'azienda unica regionale o sbaglio? Allora è a quell'obiettivo che si deve mirare, anche se prima del gennaio 2012 non verrà fatto niente». Il segretario va anche oltre le dichiarazioni di Mazza: «Ho sentito già fin troppe proposte. C'è chi ha addirittura pensato alla cassa integrazione per il personale in esubero. Questo è semplicemente un controsenso perchè i soldi che la Regione spenderebbe per cassintegrare 40 persone potrebbero, allora, essere reinvestiti per finanziare i servizi dell'azienda».  Totalmente d'accordo con Mazza è, invece, Fabrizio Genovesi, vicesegretario regionale di Faisa-Cisal, che spera nella possibilità di un aiuto economico da parte dei comuni limitrofi interessati dai tagli: «Le parole di Mazza mi trovano pienamente d'accordo. Oggi ci siamo incontrati col Comune di San Giuliano e ci hanno detto che sono disposti a dare un aiuto economico per cercare di allungare il tratto della Lam rossa almeno fino al supermercato Leclerc. Noi gli proporremo un'altra soluzione, quella di investire sul servizio, nel tentativo di reintegrare anche il resto della linea». Il vicesegretario si appella ai Comuni per salvare altre linee della Cpt: «Sembra che anche i comuni di Calci e Pomarance, colpiti dai tagli esattamente come San Giuliano, inizino ad interessarsi alla cosa e speriamo di coinvolgerli tutti in un finanziamento al servizio che limiti il più possibile i disagi».  Intanto, l'azienda si è incontrata ieri sera con i lavoratori per metterli al corrente dei cambiamenti che li interesseranno. Il presidente di Cpt, Mario Silvi, preferisce non commentare le paroledi Mazza: «Le proposte io sono abituato a discuterle intorno ad un tavolo. Vuole una dichiarazione da parte della società? No comment!». G.R.

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