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Presto i 17 compariranno davanti al gip e saranno interrogati dai giudici delle città in cui sono detenuti
Ultrà incastrati dalle tracce dei telefonini
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Un momento della conferenza stampa del questoreProseguono le indagini delle questure di Pisa e Terni: in arrivo altre dieci denunce
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PISA. I 17 ultrà del Pisa arrestati sono accusati tutti in concorso fra loro e saranno presto interrogati dal gip. Si trovano nelle carceri di Pisa, Livorno, Firenze, Lucca, Pistoia e Siena. Il gip di Terni delegherà i colleghi delle procure in cui territorialmente hanno sede i penitenziari. Intanto, continua l'indagine incrociata delle questure di Pisa e Terni ed è in arrivo un'altra decina di denunce. Ecco le accuse: lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, porto di oggetti atti ad offendere e armi e violazione della normativa specifica in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. I fatti contestati risalgono al 12 settembre scorso quando un gruppo più o meno di 25 ultras del Pisa seguì la squadra in trasferta. I pisani, in base al racconto del gip di Terni, organizzarono una "spedizione paramilitare" in un bar frequentato dalla tifoseria rossoverde. I pisani erano armati di mazze e tirapugni e avevano con loro fumogeni e petardi. Lo scontro all'interno del locale è una scena da far-west e la titolare viene colpita da un oggetto che le frattura una mano. Segue una fuga precipitosa. Resta incompiuta la scritta su un muro contro la tessera del tifoso: «No alla tess». Dopo il fatto, le polizie ternana e pisana hanno cominciato una lunga e meticolosa indagine. Sono i telefononi - come ormai in tutte le inchieste - ad essere quel filo di Arianna che ha portato gli investigatori a identificare i presunti responsabili. Il segnale di un telefonino, anche se spento, può essere rintracciato all'interno di una "cella", ovvero di un territorio. E i pisani sono risultati essere quel giorno in quel luogo. Anche se avevano usato la precauzione, che ha dimostrato la premeditazione dell'azione, di arrivare in Umbria con mezzi presi a nolo a nome e con documenti di altri. Lo ha confermato una ricerca in vari autonoleggi. Gli arrestati sono ventennei e trentenni (ma c'è anche un uomo di 46 anni) di ogni estrazione sociale: dall'operaio al disoccupato, ragazzi di famiglie borghesi.
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