Il presidio
IL CASO REBELDÌA
Rinviato al 27 lo sgombero, spunta la proposta di una nuova sede
Carlo Venturini
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Il presidio ieri di Rebeldìa per fronteggiare lufficiale giudiziario 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Altro giro altra corsa. Ieri l'ufficiale giudiziario ha rilasciato un secondo verbale di sfratto al cartello Rebeldìa che «deve lasciare liberi gli spazi di via Battisti, il 27 gennaio alle 9». L'ufficiale giudiziario Alessandro Pianigiani è stato anche esplicito nel dire che si tratta dell'ultima scadenza per lasciare volontariamente quegli spazi. Poi, ci sarà lo sgombero coatto. La proroga è il risultato di un compromesso tra la proprietà, e cioè la Sviluppo Pisa che chiedeva una data «da destinarsi», e Rebeldìa che voleva un mese. Gli avvocati di Rebeldìa e della Sviluppo Pisa hanno poi concordato per il 27. Il perché di questo ennesimo rinvio è stato messo a verbale dai rappresentanti di Rebeldìa che hanno fatto scrivere all'ufficiale giudiziario che «il 14 gennaio avevano incontrato gli assessori Ciccone e Cerri e il sindaco Filippeschi». In questo incontro, stando a quanto dichiarato all'ufficiale giudiziario ed all'avvocato della Sviluppo Pisa, si è parlato della fattibilità tecnica di una soluzione immobiliare alternativa a quella di via Battisti e a quelle di via Saragat e dell'ex Asnu. Dunque una terza via, e il tempo fino al 27 gennaio dovrebbe servire al Comune per valutare la fattibilità tecnica di questa soluzione. Si tratta di un capannone del Comune, un tempo adibito a struttura sportiva a ridosso del centro, su cui però si vuole mantenere la riservatezza. L'ufficiale giudiziario ha poi messo a verbale che il «professor Marco della Pina, presidente del corso di laurea in Scienze della pace si è proposto come mediatore e conciliatore nel conflitto tra le istituzioni locali e il cartello di Rebeldìa». L'ufficiale giudiziario è stato accolto da circa 500 aderenti a Rebeldìa e ha redatto il verbale fuori dai cancelli dell'immobile occupato alla presenza degli avvocati delle parti. La presenza delle forze dell'ordine è stata discreta e non si è registrato alcun momento di tensione e neppure problemi alla circolazione perché gli attivisti di Rebeldìa erano dentro l'immobile.
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