Italia
Tagli nei trasporti, colpa anche degli enti
◗
Un bus in città Lo sostengono i sindacati: si doveva intervenire in tempo
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Le segreterie Provinciali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil e Faisa-Cisal, denunciano la grave situazione nella quale si viene a trovare il trasporto pubblico locale nella Provincia di Pisa. A causa dei tagli che la finanziaria ha prodotto nel settore e che ha generato un minor trasferimento di contributi da parte della Regione Toscana verso le Aziende di Trasporto, la Cpt ha predisposto un servizio che andrà in vigore dal 16 gennaio prossimo e che ha previsto tagli nel servizio extraurbano pari al 22%. Tutto questo comporterà riduzioni di corse, generalizzate in tutti i Comuni della provincia di Pisa, nelle fasce fino alle 7 la mattina e dopo le 21 la sera. Di conseguenza si prevedono esuberi di personale che variano dalle 50/60 unità. «Denunciamo - dicono i sindacati - questo stato di cose e imputiamo alle amministrazioni locali e alle aziende di Tpl questa situazione. Oggi è facile fare lo scarica barile sulle responsabilità che hanno prodotto questa condizione di fatto, ma se in tempi non sospetti ci fosse stata la consapevolezza da parte dei soggetti interessati al trasporto locale che questa situazione non poteva reggere e che era doveroso incominciare a pensare per il Tpl ad altre soluzioni, come accorpare le aziende, ristrutturare il servizio nell'intero territorio regionale, abbassare i costi di gestione, razionalizzare al meglio il servizio, allora oggi non saremmo costretti a parlare di tagli incondizionati ed esuberi di personale». «Tutto questo - concludono - non è stato fatto, solo perché nessuno è disposto o disponibile a cedere la propria poltrona, ma secondo noi ora è arrivato il momento di portare a compimento questo progetto che più volte abbiamo sostenuto nel corso di questi ultimi anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
