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Una "guerra delle firme" tra sfiducia, apprezzamento e mancata solidarietà
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Titina Maccioni 1 MINUTI DI LETTURA
"La guerra delle firme" è il titolo che potrebbe sintetizzare il caso che ha riguardato Titina Maccioni e che ha messo a rischio la maggioranza di centrosinistra in Comune. A centinaia, pronte a diventar migliaia, quelle raccolte tra amici, parenti, corregionali, compagni di scuola, conoscenti, per testimoniare apprezzamento per il suo ruolo di presidente del consiglio comunale. Ma di contro a questo fiume di firme c'erano sia quelle in solidarietà che non si riuscivano a raccogliere tra i dirigenti del Pd (tanto che l'appello è rimasto annunciato per non far notare le defezioni), sia quelle 14 che la volevano sfiduciare e che hanno trovato ulteriori adesioni. Queste però "senza firma", nel segreto dell'urna.
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