Meteo
Nonno, padre e figlio I Nocchi, famiglia di vigili fin dal 1945
Gianluca Campanella
◗
Torello Nocchi, a sinistra Leonardo e Daniele2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Torello Nocchi è nato nel 1918 ed era il padre di Leonardo, classe 1958. Questi a sua volta è il padre di Daniele, nato nel 1983. Comune denominatore: la professione di vigile urbano. Un caso sicuramente unico a Pisa e in Toscana, e forse anche nel resto d'Italia. Ma mettiamo subito a zittire gli eventuali maligni chiarendo che i rappresentanti delle tre generazioni Nocchi hanno tutti passato un concorso per entrare nel corpo della polizia locale. C'è differenza con quella banca nazionale che in estate ha proposto di tramandare di padre in figlio il lavoro allo sportello. Anzi, a volerla dire tutta, Daniele doveva avere proprio una vocazione: addirittura ha rinunciato a un mese di stipendio del suo precedente lavoro a tempo indeterminato. L'ultimo entrato nella municipale, «che è considerata una "famiglia" che si allarga» (e mai parola fu più azzeccata), ha timbrato il suo primo cartellino in divisa il 9 dicembre, pochi giorni dopo la comunicazione dell'assunzione. Era stato stabilizzato proprio ad agosto dalla Sepi e non ha avuto il tempo di dare i canonici 30 giorni di preavviso al datore di lavoro che ha "abbandonato", perdendo così il diritto alla mensilità d'uscita. Dettagli, quando si fa felice un padre («Ma ho scelto senza vincoli», precisa Daniele). Infatti Leonardo, ispettore capo del "Distaccamento Pisa nord ovest", aveva un piccolo rimpianto: essere entrato in servizio nel 1980, cioè due anni dopo che suo padre Torello era andato in pensione. I due, quindi, non sono mai stati colleghi; Leonardo spiega: «Non ho potuto condividere con la guardia scelta Torello Nocchi l'esperienza della municipale». Chissà come l'avrebbe presa nonno Torello. Non c'è più da 14 anni, ma ai tempi della scelta di Leonardo, il capostipite non mostrò grandi entusiasmi. L'ispettore ricorda: «Erano gli anni caldi del terrorismo e indossare una divisa era pericoloso. Inoltre, il nostro mestiere consiste nello stare in strada; e il traffico logora la salute». C'è un'eredità che Torello ha lasciato: l'istituzione della "Befana del vigile". Negli anni Sessanta, i pisani portavano alla municipale vari doni natalizi, che il 6 gennaio erano poi distribuiti ai cittadini bisognosi. Leonardo e Daniele vorrebbero riproporre questa tradizione e lanciano un appello a tutti per tornare ad «avvicinare le persone meno abbienti». Ma anche a Daniele piacerebbe trovare due regali nella calza: «Sono laureando di giurisprudenza. I miei progetti sono completare gli studi e fare carriera nella municipale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
