Il presidio
Martedì gli attivisti si troveranno tutti in sede ad attendere larrivo dellufficiale giudiziario
Concentramento delle associazioni in via Battisti
Carlo Venturini
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Andrea Marino 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Tutte le 31 associazioni del progetto Rebeldìa si sono date appuntamento davanti ai cancelli della sede di via Battisti perché lì, il 28 dicembre alle 10, arriverà per la seconda volta l'ufficiale giudiziario visto che quello spazio doveva entrare nella totale disponibilità della Sviluppo Pisa già da novembre. «Allo stato dell'arte - spiegano da Rebeldìa - non esiste una scelta condivisa sull'alternativa alla sede di via Battisti». La querelle è sempre quella: il Comune ha proposto una sede in via Saragat mentre le associazioni di Rebeldìa hanno chiesto l'Ex Asnu di proprietà dell'Università, una sede di cui si è parlato a lungo nella campagna elettorale dei candidati a rettore e che è stato al centro anche di un tavolo tecnico tra più enti. Fatto sta che Rebeldìa ha portato il caso fin nella stanza dell'assessore regionale alle politiche giovanili Salvatore Allocca che, a meno di 24 ore dalla richiesta dei portavoce del movimento, li ha ricevuti mercoledì scorso a Firenze. «All'assessore Alloca - spiegano da Rebeldìa - abbiamo chiesto che si attivasse per far riprendere le trattative sulla sede alternativa a via Battisti ed al tempo stesso di impedire che avvenisse lo sgombero forzato di ben 31 associazioni». Rebeldìa ha proposto inoltre all'assessore Allocca di «avviare un percorso di valutazione della disponibilità di eventuali edifici, o locali, non utilizzati di proprietà della Regione da far entrare nel giro di permute di immobili fra Comune, Provincia e Università di Pisa speriamo ancora di riuscire a far emergere una concreta ipotesi». Stando a quanto riportato da uno dei portavoce di Rebeldìa circa l'esito dell'incontro con l'assessore regionale, quest'ultimo «avrebbe preso tempo per documentarsi sull'intera vicenda e per prendere una posizione ufficiale lunedì 27 dicembre». C'è dunque un'aria pesante, carica anche di inevitabili tensioni per la data del 28 dicembre che ormai è vicinissima ed è difficle che qualcosa si sblocchi in questi giorni di feste natalizie. Da Rebeldìa sdrammatizzano e lo slogan per il 28 dicembre sarà: «Lo sgombero ce lo mangiamo a colazione».
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