Il presidio
Giornata di protesta contro la riforma dellUniversità mentre al Senato si discuteva il disegno di legge
Incatenati davanti alla prefettura
Gianluca Campanella
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La ricercatrice viene issata sul balcone della biblioteca E una ricercatrice è stata issata con una corda sul balcone della biblioteca
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PISA. Di mattina «la ricerca è appesa a un filo», mentre il pomeriggio «le idee non si arrestano». Gli studenti che protestano contro il ddl Gelmini ieri hanno giocato con le parole e dato sfogo alla fantasia. A mezzogiorno hanno issato sul balcone della biblioteca comunale una dottoranda di chimica; dopo pranzo sono andati ad incatenarsi in prefettura. La mobilitazione contro il ddl Gelmini dura da mesi e si acuisce in corrispondenza dei passaggi in Aula. Ieri era il giorno dell'ultima lettura in Senato. Quasi tutti i fuori sede sono partiti per le vacanze di Natale e in città sono rimasti pochi universitari. Così è cambiato l'atteggiamento del movimento: dai grandi numeri, grazie ai quali sono stati "occupati" aeroporto e torre pendente, si passa alle azioni simboliche. Da lunedì, per esempio, una decina di ragazzi è in sciopero della fame. Ieri appuntamento con i precari dell'ateneo; tra i centocinquanta presenti in piazza XX Settembre si sceglie Sara, quasi dottoressa di ricerca, per due motivi: è uno dei volti della mobilitazione, ma soprattutto pesa solo 40 chili. I manifestanti espongono sul balcone della torre con l'orologio lo striscione «Generazione senza pensione» e sospendono nel vuoto, legata a una robusta corda da montagna, la dottoranda di chimica. Sara, con un mini megafono, legge un comunicato preparato dagli studenti «uniti contro la crisi». L'idea di fondo è che non ci sia niente da festeggiare, a meno che non arrivi «il regalo di Natale: Berlusconi in tribunale». Pertanto si trasformano i vecchi slogan battaglieri: «La gente come noi non molla mai» e «Sciopero generale» diventano, nell'ordine, «La gente come noi non mangia mai» e «Sciopero della fame». In prefettura sono venti a legarsi con la stessa corda usata qualche ora prima. Arriva la notizia che a Roma una delegazione di universitari del Pdl favorevoli al ddl è stata fatta entrare in "zona rossa", mentre a Pisa il prefetto non incontra i contrari. Una «vergogna antidemocratica», è il commento.
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