Il Tirreno

Pisa

E i ragazzi dormono dentro il rettorato

Docenti imbavagliati contro il ministro Gelmini

Gianluca Campanella
Un momento della protesta
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Un momento della protesta

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 PISA. «Mi chiamo Enza Pellecchia e non mi vergogno di essere una professoressa». È il giorno dell'orgoglio e dell'unità all'Università di Pisa. Agli studenti in sciopero della fame da lunedì contro il ddl Gelmini, ieri si è aggiunta la solidarietà delle altre componenti: precari esternalizzati, dottorandi e docenti.  I professori e i ricercatori, infatti, si sono imbavagliati davanti al rettorato, «per mostrare la condizione in cui viviamo, la difficoltà di parlare», spiega Pellecchia, associata di Giurisprudenza. Pasqualino Albi, ricercatore con la bocca "chiusa", racconta il «dissenso profondo che vogliamo manifestare con questo gesto simbolico». E la docente Lida Gonelli mostra le buste paga di dicembre 2009 e 2010: «Nella prima pagavo il 38% di ritenuta, ora il 41. Ma Berlusconi non aveva detto che "non mette le mani nelle tasche degli italiani"?».  I ragazzi in sciopero della fame, «in base alle forze in campo», hanno deciso di prolungare il presidio in rettorato per tutta la notte.

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