Sono le 95 donne che lavorano negli istituti della provincia e rischiano di perdere il posto
Scuola, in piazza le addette alle pulizie
Angela Feo
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Addette alle pulizie al lavoro in una scuola 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Oggi saranno per tutta la giornata a manifestare in piazza del Carmine, con i loro attrezzi di lavoro (guanti, detersivi, secchi, panni) e con le maschere bianche. Perché, nonostante qualcuno le vorrebbe invisibili, loro esistono, eccome. Sono le 95 lavoratrici delle ditte di appalti delle pulizie che lavorano nei 24 istituti scolastici della provincia. Nei loro confronti, a metà novembre, sono state attivate le procedure di licenziamento collettivo. Il motivo? «Il 31 dicembre scadrà la proroga ministeriale dell'appalto per le pulizie - spiega Ombretta Pieracci, della Filcams Cgil - ma al momento non è prevista nessuna nuova gara. Regna l'incertezza assoluta». Proprio oggi è previsto un incontro a Roma tra il ministero dell'istruzione, università e ricerca, e le parti sociali, allo scopo di avviare un confronto sui contenuti e sulle modalità di gestione delle future gare di appalto. «Tuttavia noi non siamo certi che questo confronto avrà luogo - continua Pieracci - perché tutti gli impegni che il governo ha preso finora per questo settore sono finiti in un nulla di fatto. Tra le lavoratrici c'è un grande sconforto. Le aziende continuano a ribadire che in queste condizioni non possono ritirare le procedure di licenziamento. E il rischio è che le imminenti vacanze di Natale mettano tutto a tacere». E così proprio per tenere viva l'attenzione sulla vertenza, 1.200 lavoratori degli appalti di pulizia di tutta la Toscana, per la quinta volta nel 2010, hanno deciso di scioperare. Si tratta per la quasi totalità di donne, con contratti part-time e stipendi che oscillano dai 300 ai 500 euro al mese. Persone che lavorano solo 9 mesi l'anno (visto che il loro impiego è legato al calendario scolastico) e la cui età media oscilla dai 40 ai 50 anni, dunque con indubbia difficoltà di ricollocarsi nel mondo del lavoro. Moltissime di loro fanno questo lavoro da oltre 10 anni, sono monoreddito e con figli. Già dal primo gennaio scorso, quando il ministero dell'istruzione ha tagliato il finanziamento per gli appalti alle ditte di pulizie del 25%, il loro stipendio ha subito una riduzione. Adesso però, dicono alla Filcams Cgil, ci sarebbe addirittura il rischio di disdetta dei contratti. «Come se non bastasse per questo settore, al contrario di quanto succede nell'industria, non è prevista alcuna indennità di mobilità. Quello che chiediamo - conclude Pieracci - è che venga prorogato l'appalto almeno fino al 30 giugno e che si impegni questo tempo per preparare una nuova gara. Al momento però tutto sembra lasciato in balia degli eventi. Da una parte c'è lo spettro della disoccupazione per una fascia già debole di lavoratori. Dall'altra si va sempre più a degradare la scuola. Noi facciamo una semplice domanda. Se saranno tagliati gli appalti, dal 10 gennaio in poi, chi andrà a pulire le aule dove vivono bambini, alunni, studenti e insegnanti?».
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