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Pisa

Chiude l'Apt, in 13 col fiato sospeso

L’info-point aperto di recente all’aeroporto Galilei e l’attuale direttore dell’Apt Roberto Guiggiani che costretto a lasciare l’incarico dopo soli 13 mesi
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L’info-point aperto di recente all’aeroporto Galilei e l’attuale direttore dell’Apt Roberto Guiggiani che costretto a lasciare l’incarico dopo soli 13 mesi

I tagli della Regione colpiscono gli sportelli informativi, Provincia contaria

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PISA. Tra meno di venti giorni l'Apt Pisa, così come le altre Agenzie per il Turismo provinciali, sparirà. Dal primo gennaio entrerà in vigore la nuova legge regionale. La cancellazione non è indolore. La guerra delle Apt è già stata scatenata dalle Province, decisamente contrarie a quello che sta accadendo.  Il punto è che, nella sparizione delle Agenzie, analoga sorte viene seguita dai finanziamenti (8 milioni di euro) finora "girati" da Firenze per farle funzionare, ma non da una parte dei compiti che così restano "gratuitamente" di competenza delle stesse Province. Dunque, come andare avanti con i bilanci già in sofferenza? Questa è una delle tante domande irrisolte di questa vicenda.  La Provincia di Pisa, avendo inglobato da anni l'Apt ed i suoi dipendenti, ha praticamente anticipato le linee guida della riforma.

Se dunque nella teoria amministrativa il cambiamento non porta un grande sconvolgimento, nella pratica spuntano diverse problematiche.  Cominciamo dalla principale funzione che resta provinciale, quella dell'accoglienza, ovvero l'organizzazione degli sportelli informativi. Da qualche mese il servizio è stato profondamente rivisto. Gli sportelli dell'Apt (aeroporto, piazza Vittorio Emanuele II, Piazza dei Miracoli) hanno prolungato le loro aperture. E per l'info-point presso il Galilei, inaugurato giusto lo scorso luglio e strategico ben oltre il territorio pisano, è stato fatto un importante investimento. E ora?  Peraltro i punti informativi sono gestiti da una cooperativa, che impiega 12 persone e pagata con quei finanziamenti regionali che verranno eliminati. Il suo contratto (annuale) scade il prossimo 15 maggio. Di fronte ai tagli, non si sa cosa succederà. 

C'è poi la questione del personale dell'Apt: sette dipendenti sono già divenuti provinciali (altro pezzo dell'anticipo della riforma) pur mantenendo lo status di ex dipendenti regionali. Così è la Regione a sostenere i loro stipendi, e continuerà a farlo anche senza Apt. Ma i fondi non dovrebbero essere sufficienti a coprire tutto il personale. Quello di Pisa è comunque garantito da assunzioni pubbliche a tempo indeterminato. Semmai si tratterà di vedere se potranno continuare ad occuparsi di turismo.  Dipenderà da come saranno riorganizzati i settori del turismo di ogni amministrazione provinciale, se sarà la Regione a dire come si dovrà fare, oppure se sarà lasciata un po' di autonomia alle singole Province.

Con le funzioni diminuite, si potrebbe passare a settori con minor personale. E gli altri dipendenti sarebbero destinati ad altri servizi dell'ente.  Di sicuro ci si interroga, in realtà come quella pisana dove il turismo è un traino forte dell'economia (e forse il settore che meno ha avuto difficoltà nella crisi), su come si potrà continuare a valorizzare le specificità locali. L'assessore Salvatore Sanzo ha convocato gli stati generali (assessori al turismo di tutti i Comuni, associazioni di categoria, consorzi) giovedì prossimo alla club house dell'ippodromo di San Rossore. Il succo sarà: volevamo fare tante cose per il territorio, ma non sarà più possibile. E la guerra delle Apt continua.

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