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Il preside De Martino conta i danni
G.C.
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Listituto professionale alberghiero Matteotti «Poi decideremo se denunciare i ragazzi per i vandalismi»
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PISA. Nuove sospensioni ieri all'alberghiero Matteotti; ma sono "arretrati" rimasti in sospeso per l'occupazione della settimana scorsa. I provvedimenti contro gli autori del danneggiamento di lunedì sera sono rimandati a dopo il consiglio d'istituto. Ieri pomeriggio, infatti, erano previsti i consigli di classe (quasi tutte prime) che ancora mancavano all'appello. E per scelta dei professori «è stato trattato solo l'ordinario»: scrutini del primo trimestre e sospensioni ai minorenni che il 30 novembre erano usciti dall'istituto senza l'autorizzazione dei genitori. Quella mattina in città c'è stata la manifestazione contro il ddl Gelmini, cui hanno partecipato studenti universitari e medi. Proprio le sanzioni disciplinari comminate in seguito a quell'episodio hanno scatenato l'occupazione della scuola, realizzata dagli alunni "contrariati". Essa è cominciata giovedì 2 e terminata lunedì 6 con lo sfondamento della porta della biblioteca, sala in cui i ragazzi hanno rovesciato a terra libri e arredi. Il giorno seguente il dirigente scolastico Francesco De Martino ha sospeso la didattica per l'impraticabilità del piano terra e per convocare un collegio straordinario dei docenti: durante la riunione è emersa la volontà di chiarire i particolari, prima di decidere le reazioni. Pertanto, ieri, è stato un giorno quasi normale al Matteotti: il preside racconta che «la mattina sono riprese le lezioni e il pomeriggio i consigli di classe» che non si erano potuti svolgere durante l'occupazione. Sempre ieri pomeriggio, una ditta di igienizzazione ha ripristinato l'abitabilità dei locali. È ancora presto per quantificare i danni: De Martino spiega che «stiamo terminando l'elencazione; successivamente valuteremo come procedere». Si riferisce a eventuali denunce che al momento sarebbero contro ignoti; all'interno del professionale, però, gli insegnanti stanno cercando di rompere il "muro d'omertà" opposto dagli allievi. E lo stesso preside ricorda di «aver chiamato la polizia scientifica, che ha effettuato molte rilevazioni» e che potrebbe visionare anche i filmati delle telecamere montate nel cortile. Su un punto però De Martino vuole essere chiaro: «Le sospensioni non sono deliberate dal dirigente, ma dai consigli di classe fino a 15 giorni e da quello d'istituto per durate maggiori». Ecco quindi la richiesta dei professori di anticipare il consiglio d'istituto a breve: ne era previsto uno a gennaio, ma ne chiedono uno straordinario. Per dare un indirizzo politico ai consigli di classe. O per stangare i responsabili individuati.
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