Il Tirreno

Pisa

Mediazione per evitare i cinque in condotta

G.C.
Un momento dell’incontro al Buonarroti
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Un momento dell’incontro al Buonarroti

Liceo Buonarroti, i genitori trattano con il consiglio d'istituto

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 PISA. Finisce in parità tra genitori e preside dello scientifico Buonarroti. I primi chiedevano «un'indicazione di massima» per evitare sanzioni disciplinari dopo l'occupazione. L'altra ribadiva «l'autonomia dei consigli di classe» in merito.  Il compromesso è emerso durante il consiglio d'istituto di ieri, aperto a tutti i genitori: un documento non vincolante che rimane agli atti, in cui si "armonizzano" le posizioni espresse durante la riunione, nata quasi per caso.  Infatti, alle 14.30 i genitori non rappresentanti si erano dati appuntamento nel cortile del complesso Marchesi: «Portiamo caffè e la calma della ragione. Faremo sentire la nostra presenza».  Su proposta del presidente del consiglio, il genitore Francesco Giorgelli, tutte le mamme e i papà presenti sono entrati in auditorium.  La dirigente Nadia Lombardi ha potuto così spiegare il suo punto di vista: «Ho agito secondo le regole, perché sono un funzionario pubblico. Ma denunciando l'occupazione, non ho fatto i nomi dei ragazzi». Però ha ricordato che il suo ruolo è anche quello di «informare gli alunni sulle possibili conseguenze: i consigli di classe valuteranno in scienza e coscienza il rendimento e il comportamento. Le assenze per le proteste studentesche restano ingiustificate».  Il padre di un ragazzo ha ribattuto: «Lei ha ragione sulle norme, ma dimentica la sensibilità dei ragazzi e il contesto politico». Si riferisce al clima di agitazione contro il ddl Gelmini che ha coinvolto le scuole e le università di «tutta Italia». Ne fa derivare la conclusione: «Abbiamo a cuore l'educazione dei nostri figli ed essa si forma "anche" attraverso l'istruzione alternativa fornita da quello che è successo».  Resta il nodo dei consigli di classe che partono venerdì. Non passa l'atto formale per «dare serenità», ma una sorta di persuasione morale.

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