Italia
La Uil e l'aeroporto Galilei «La fusione con il Vespucci rischia di essere fatale»
Claudia Ciriola
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Passeggeri in partenza dal Galilei 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. No alla fusione, sì alla crescita. È questa la posizione del sindacato Uil in merito alla possibile integrazione tra l'aeroporto Galileo Galilei di Pisa e l'Amerigo Vespucci di Firenze. «Non è con l'integrazione tra i due scali - spiega il segretario della Uil Renzo Rossi - che il nostro aeroporto riuscirà ad espandersi. I dati stabiliscono che solo un passeggero su quattro che passa da Pisa è toscano. Modificare questi numeri sarà possibile attraverso la velocizzazione e l'intensificazione dei trasporti viari interni alla nostra regione per recuperare gli utenti del sud della costa più indirizzati a volare da Roma, quelli di Firenze Pistoia e Prato che invece spesso utilizzano lo scalo di Bologna, e quelli della Liguria orientale e dell'alta Toscana. Si potrà incentivare il Galilei assicurando allo scalo, oltre ai voli low cost e charter di cui dispone, anche una maggior presenza delle compagnie di bandiera europee. Secondo noi, la parola chiave è una soltanto: diversificazione, sia di voli che di utenti». «La Uil - aggiunge Enzo Casarosa, il responsabile dei trasporti - ritiene che far dipendere il nostro scalo da una compagnia che da sola, attualmente, fa volare il 65% dei passeggeri del Galilei (Ryanair, nda) potrebbe essere pericoloso per il futuro. Serve una maggiore diversificazione sulle compagnie, altrimenti si rischia di mettere in discussione i livelli occupazionali».
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