STORIE DI ADOLESCENTI
Un movie girato con 70 telefonini
Gennaro Di Biase
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PISA. La tecnologia già produce le opere e i pensieri che ci circonderanno una volta scaduto il tempo della carta e della penna. Come "Videozero", il primo blog-movie italiano che andrà in onda stasera alle 21.30 al cineclub Arsenale. Un diario digitale, costato circa 120mila euro e nato da un'idea del regista Andrea Caccia, che ha messo in mano 70 cellulari ad altrettanti studenti adolescenti dell'hinterland milanese, invitandoli a voltare la telecamera verso se stessi per raccontare le loro giornate fatte equamente di solitudine, amicizia, amori, droghe e gelati. Dai 4000 minuti caricati sul sito è stata ricavata una pellicola di un'ora e un quarto. I video rubano l'anima del soggetto inquadrato e chi sta dietro alla macchina da presa rischia di prevaricare su persone o oggetti e di incappare nell'illusione di essere lui stesso ad animare la scena. Come ha detto Caccia: «I video fatti dagli adolescenti li mettono spesso in cattiva luce, perché manca loro il senso di responsabilità verso l'immagine. Ma durante i sei mesi di riprese, i ragazzi hanno sfatato i luoghi comuni sul mondo giovanile che non vede il futuro e lentamente hanno capito cosa filmare». Alcuni risultati raggiunti sono stati sorprendenti: riprese inconsapevoli che catturano una spontaneità altrimenti inafferrabile, come il colorito litigio tra una ragazza che cerca il suo piercing e sua madre; inquadrature di manubri di biciclette e ragazze in altalena che sembrano lavori di un direttore della fotografia; silenziosi filmati di mattinate post-sbornia. "Videozero" «non è fiction né documentario», ha detto il regista. Piuttosto è il segno di un cambiamento. Cambia il modo di produrre l'immagine e cioè cambia il nostro obbligo d'amore nei confronti dell'immaginazione, quella stessa impellenza che ci porta a trattare e deformare le immagini. O a lasciarle stare così come sono, se è vero che, nel mondo alle porte, sotto la superficie si rivela la bianchezza del vuoto.
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