Il Tirreno

Pisa

Giudice di pace. Respinta la richiesta di una donna: in casa non li aveva nascosti bene

Gioielli rubati, l'assicurazione non paga lei fa causa, deve risarcire le spese legali

Antonio Scuglia
Furti in appartamento, non sempre l’assicurazione copre tutto
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Furti in appartamento, non sempre l’assicurazione copre tutto

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 PISA. Assicurata, derubata e anche condannata a pagare le spese. Non sempre basta essere assicurati per vedersi risarcire da un eventuale furto in casa. Anzi, se non si presta molta attenzione sia alle misure di sicurezza, sia... alle clausole assicurative si rischia di rimetterci un bel po'. Una signora pisana è stata derubata dei suoi gioielli per migliaia di euro, e il ricorso al giudice ha peggiorato le cose, costringendola a un altro ingente doppio esborso.  La vittima del furto infatti ha dovuto pagare i suoi legali e anche quello dell'Assicurazione. La causa è stata discussa davanti al dottor Giuseppe Caforio (sentenza 1046/2010). La donna aveva denunciato la sparizione di gioielli di ingente valore e si era inutilmente rivolta alla compagnia assicuratrice: alla fine l'ha citata in giudizio.  La controparte, assistita dall'avvocato Stefano Gonnelli, replicava chiedendo l'inoperatività della polizza con riferimento al caso di specie.  La causa era stata intentata per chiedere l'indennizzo assicurativo per il furto di alcuni gioielli, avvenuto presso la propria abitazione tra il novembre e il dicembre 2007.  Effettuato senza esito un tentativo di conciliazione, il giudice dava sfogo alla fase istruttoria, che si svolgeva attraverso prove per testi. «La causa - annota il magistrato - verte essenzialmente sulla interpretazione della clausola del contratto di assicurazione».  Questo prevedeva che «l'assicurazione venga prestata "se il furto avviene senza che siano operanti i mezzi di protezione e chiusura delle finestre e portefinestre, ma vi sono persone presenti nell'abitazione"». Spiega il giuduce: «Tale clausola, sulla quale si fonda la pretesa attrice, deve tuttavia essere letta nel contesto generale del contratto, laddove esso prevede una introduzione del ladro o rapinatore violando le difese delle aperture, o per vie d'accesso diverse da quelle normali, o rimanendo clandestinamente all'interno dei locali. Orbene, nessuna di queste ipotesi si è verificata. In realtà, come ammesso anche dai testi di parte attrice, operai diversi giravano per casa per lavori idraulici e di muratura, per lungo tempo (anche la determinazione della data del furto non è stata possibile) a fronte poi di misure di custodia dei beni asportati certamente piuttosto inadeguate (tra la biancheria nel comò della camera da letto). La domanda attrice non può dunque essere accolta».  L'assicurazione ha dunque vinto la causa: non dovrà pagare l'indennizzo. E le spese di giudizio (oltre 1300 euro) sono a carico della donna.

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