Il Tirreno

Pisa

A PALAZZO BLU

Mirò fa già meglio di Chagall, visitatori in crescita

Gennaro Di Biase
Mirò fa già meglio di Chagall, visitatori in crescita

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA.Partenza col botto per la mostra a Palazzo Blu delle opere di Joan Mirò. Trascorsi 8 giorni dall'apertura della mostra, infatti, già 3260 visitatori (esclusi i 600 dell'inaugurazione) sono entrati nel palazzo sul lungarno per vedere le 110 opere, tra quadri e sculture, realizzate dall'artista.  Una media di 300 presenze (con impennate domenicali fino alle 1100) quotidianamente ha ammirato tele, disegni e sculture dell'artista catalano. Con questi numeri - e sembrava inimmaginabile - è stata superata anche la performance della mostra di Chagall che, in poco più di una settimana, ha registrato 3015 visite e una media giornaliera di 250 presenze.  E positivi sono i commenti di chi la visita. Vista la mostra, si va via spiazzati e sedotti, come se qualcosa fosse rimasto incompreso. Se Mirò spiazza e seduce, è perché il novecento è sempre, in un certo senso, di Mirò: la sua arte, pardon, la sua 'anti-arte', resta come monumento istituzionale di un secolo di storia della comunicazione, di un tempo in cui immaginato e realizzabile sono una cosa sola. «Due più due non fa quattro - scrive -. Fa quattro soltanto per i contabili. Ma non bisogna fermarsi lì, il quadro deve farlo capire: deve fecondare l'immaginazione. Io non escludo la possibilità che guardando uno dei miei quadri un uomo d'affari possa scoprire il modo di fare un buon affare e che uno scienziato possa scoprire il modo di risolvere un problema».  Algebra surrealista a parte, decisivi per la storicità di Mirò sono l'umorismo e il volto criptico della sua produzione. «Un'opera di Picasso è drammatica - alluse Charbonnier in un'intervista del 1951 - un'opera di Mirò richiama l'umorismo». «È la Catalogna» rispose lui. Quando Charbonnier gli chiese come riuscisse a «conquistare quest'ottimismo», Mirò rispose: «Prendendo in giro i miei personaggi, prendendo in giro l'uomo, questa marionetta che è impossibile prendere sul serio». L'invito alla risata è palese, ad esempio, nella scultura della"Donna dai bei seni", sagoma smilza con un petto drammaticamente sproporzionato.  Mirò scherza con disperazione: si diverte a produrre rebus definitivi su fogli e tela, utilizzando i titoli per differenziare lavori del tutto simili tra loro, come nelle tele dei"Personaggi", nei disegni delle"Costellation", nelle numerose donne avvolte da voli d'uccelli: «Io sento il bisogno di ottenere il massimo d'intensità col minimo dei mezzi. È stato questo a indurmi a dare alla mia pittura un carattere sempre più spoglio».  Lasciando Palazzo Blu, pensi a Mirò e ti viene in mente una pittura straordinaria, un'arte del minimo e dell'indifferenza, in cui il significato è ridotto al niente da cui tutto deriva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera