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Cantieri di Pisa, salvezza francese

Lo stabilimento dei Cantieri di Pisa
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Lo stabilimento dei Cantieri di Pisa

Un ricchissimo produttore di champagne è il garante dell'operazione Baglietto

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PISA. Entra nella fase decisiva la vicenda Baglietto. I 63 dipendenti dei Cantieri di Pisa attendono di conoscere le reali prospettive del gruppo. Ma la fine del tunnel sembra più vicina. Mercoledì alla Spezia ci sarà il primo vero faccia a faccia sindacale con il curatore fallimentare Federico Galantini e la famiglia Balducci della Effebi Holding Spa, capogruppo di Overmarine. Ed è Overmarine l'azienda che proprio da Galantini ha ricevuto l'onore e l'onere di far uscire dalla crisi lo storico marchio del Gabbiano, superando la concorrenza del discusso magnate russo Antonov. L'appuntamento decisivo sarà però quello di metà novembre a Milano, in occasione dell'assemblea dei creditori.

La sofferenza del gruppo supera i 130 milioni di euro. Occorre convincere l'assemblea e avere il via libera che conclude di fatto il lungo e difficile percorso del concordato preventivo e quindi della scelta di Effebi-Overmarine. Galantini ed i Balducci stanno giocando tutte le loro carte. Nei giorni scorsi, da parte dell'avvocato Lamberto Scatena, sono state presentate al tribunale di La Spezia le modifiche alla proposta di concordato. Uno dei passaggi essenziali è che un armatore estero, il francese Frey, si è reso garante del concordato attraverso una società italiana, la Ineco srl, dalla quale Effebi rileverà gli asset dei tre cantieri. Inoltre, rispetto alla proposta iniziale, che per i creditori di classe 2 prevedeva un rimborso del 10%, la quota è stata innalzata al 18%. Mentre per i creditori classe 1, i rimborsi passano dal 5 al 6,5%. Al tirar delle somme, il costo del concordato passa a 45 milioni di euro, di cui 30,5 pagati dai Balducci, più 20 milioni di pegni privilegiati. Altro passaggio essenziale sono le 8 commesse interrotte per il concordato e la cui ripresa potrebbe accelerare parecchio il ritorno, almeno parziale, dell'operatività dei cantieri. Nelle prossime settimane ci saranno incontri con tutti questi grandi clienti per capire chi è intenzionato ad andare avanti. Intanto spuntano le prime date interessanti per i lavoratori.

L'auspicio numero uno è che nessun altro contrattempo faccia saltare l'assemblea del 10 novembre (data ancora da confermare). L'incontro inizialmente previsto per il 26 ottobre è stato annullato di fronte all'impossibilità di contattare i circa 2.000 tra fornitori e creditori per aggiornarli sulle modiche delle modalità di concordato. Procedendo con questi ritmi, il passaggio da Camuzzi ad Overmarine potrebbe essere concretamente effettuato tra gennaio e febbraio, e allora l'attività industriale verrebbe ripresa di conseguenza. I lavoratori sono in cassa integrazione sino all'aprile 2011. Ma torniamo all'armatore estero che ha accettato di fare da garante e che può alimentare una maggiore fiducia da parte del mercato. Questo personaggio ha un nome e un cognome: Jean-Jacques Frey. Con 360 milioni di euro di patrimonio è considerato uno degli uomini più ricchi di Francia (104ª posizione nella classifica stilata dall'equivalente francese di Forbes). Il milionario transalpino opera nel settore della produzione di vini e champagne, oltre che in campo immobiliare. Fatto ancora più importante, ha in costruzione presso il cantiere Baglietto di La Spezia un mega yacht da 46 metri del valore di circa 15 milioni di euro. L'operazione di garanzia sarà effettuata attraverso la Ineco Srl. Secondo le ultime indiscrezioni, questa società parteciperà al costo del concordato con 14,5 milioni di euro e successivamente Overmarine rileverà dalla società gli asset. Da mercoledì si conta anche di avere qualche maggiore delucidazione sui livelli occupazionali. Anche se è già sicuro che il rientro dei 156 lavoratori del gruppo, considerati i cantieri di Pisa, La Spezia e Varazze (Savona), potrà avvenire solo gradualmente.

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