L'ospedale va a caccia di 5 milioni
Giovanni Parlato
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Carlo Tomassini, direttore generale dellAzienda ospedaliera universitaria e lospedale di Cisanello dove si sta completando il trasferimento del S. Chiara Il direttore punta sul recupero di introiti e contenimento dei costi
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PISA. Il cordone sempre più stretto dei finanziamenti non risparmia niente e nessuno. Alla Regione Toscana, massima erogatrice dei fondi al sistema sanitario, le minori risorse assegnate dallo Stato hanno imposto una politica di riequilibrio dei bilanci. Quale sarà la strategia dell'Aoup, l'Azienda ospedaliera universitaria pisana? Lo abbiamo chiesto a Carlo Tomassini, direttore generale dell'Aoup. «Innanzitutto - risponde il manager - cercheremo di evitare di intaccare i livelli di assistenza e la qualità dei servizi prestati. Quindi, agiremo su due fronti: l'incremento qualificante delle attività e, di conseguenza, dei ricavi e il contenimento dei costi». In questa fase, l'Azienda ospedaliera e universitaria pisana sta vivendo la delicata fase del trasferimento dei reparti dal S. Chiara al nuovo presidio di Cisanello. Quindi, una fase di forte sviluppo. Come è possibile, domandiamo, durante una fase di crescita, contenere i costi? «Principalmente - risponde il direttore Tomassini - cercando di ottimizzare le risorse grazie alla concentrazione delle strutture assistenziali in un unico presidio, rispetto alla situazione precedente. Questo comporta minori costi di gestione come energia elettrica, riscaldamento, trasporti e altro. Ma anche individuando gli sprechi di risorse, riorganizzando cioè attività prima decentrate in più presìdi e oggi invece accentrate e a disposizione di più strutture operative. Un esempio per tutti: gli attuali sportelli polifunzionali del Cup per la prenotazione delle prestazioni e il pagamento del ticket, posti all'ingresso dei grossi edifici di nuova costruzione a Cisanello». Ma è sull'incremento dei ricavi, anche questo strettamente legato alla fase di crescita dell'ospedale, l'obiettivo principale su cui l'Aoup ha concentrato il proprio piano operativo per l'anno 2010. «Abbiamo stimato - specifica Tomassini - di ottenere maggiori ricavi stabili per circa 5 milioni di euro». Una manovra che cerca di recuperare il disavanzo con soldi che mancano all'appello per errori di vario tipo nella compilazione delle schede di dimissione ospedaliera o per errori nella rilevazione delle prestazioni ambulatoriali. Basta una lettera o un numero del codice fiscale del paziente perché l'Asl non paghi a sua volta l'Aoup attraverso la Regione. Inoltre, nell'ultimo anno a differenza dei precedenti, il sistema di rilevazione è diventato molto più complesso poiché sono stati introdotti ulteriori parametri da considerare come il codice della ricetta che prima non era obbligatorio. Basta pensare che ogni giorno ci sono 3mila visite e la possibilità di errore, statisticamente, è molto elevata. Inoltre, l'Aoup, in Toscana, è l'Azienda con il più alto indice di attrazione di pazienti da fuori regione con oltre 18mila ricoveri annui. Per cercare di recuperare il mancato introito derivante dagli errori di registrazione, l'Aoup sta riorganizzando il percorso di accettazione con personale specializzato, in modo da prevedere il passaggio dell'utenza attraverso pochi punti di accoglienza (come il chek-in all'aeroporto prima di accedere all'imbarco) dotati di strumenti di lettura ottica della tessera sanitaria. «Da questa ottimizzazione dei flussi - spiega ancora il direttore generale - si prevede di ottenere, oltreché l'azzeramento degli errori nella rilevazione delle prestazioni, anche un incremento del ticket ponendo il passaggio dall'accettazione come tappa obbligata per accedere alla prestazione, incremento stimato in circa 800mila euro». Infine, c'è in ballo l'operazione della vendita degli immobili previsti dall'accordo di programma per la realizzazione del nuovo Santa Chiara. «In alcuni casi - conclude il direttore generale, Carolo Tomassini - di ottenere in alcuni casi delle plusvalenze che, per l'anno in corso, sono stimate in circa 1 milione di euro».
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