Il Tirreno

Pisa

Guardato a vista dai medici

I carabinieri in via Santi Vecchi ad Agnano e il parricida Simone Greco
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I carabinieri in via Santi Vecchi ad Agnano e il parricida Simone Greco

Al Don Bosco si teme un gesto di autolesionismo

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 PISA. È controllato anche dai medici del carcere Simone, ricoverato ora al centro clinico del Don Bosco, proprio in considerazione delle sue particolari condizioni psichiche. Il timore è che posa compiere un gesto inconsulto anche su sé stesso, prendendo via via coscienza di quel che è accaduto. Perché l'impressione degli inquirenti è stato proprio quella di un certo distacco dai fatti, pur così crudi e drammatici, che lo riguardavano. Solo a notte fonda, quando anche il suo legale e il magistrato, il pm Aldo Mantovani, erano usciti dalla caserma di via Cavour, dove era avvenuto l'interrogatorio, Simone si sarebbe abbandonato ad un pianto sommesso e liberatorio, come se solo allora avesse concretizzato la realtà, il gesto che aveva compiuto, che suo padre non c'era più, che a colpirlo era stato proprio lui. Una situazione difficile, uno stato psicologico di grande confusione, che ha portato appunto investigatori e inquirenti a decidere per il ricovero nel centro clinico del Don Bosco. È qui che il ragazzo nelle ultime ore ha incontrato il suo legale, l'avvocato Silvia Davini.  La palla passa ora ai medici legali. Loro potranno poi dire quali sono stati i colpi fatali, probabilmente proprio i primi, che hanno portato l'uomo in breve tempo alla morte. I periti poi avranno i necessari tempi canonici per dare una risposta definitiva su questa brutta tragedia domestica.  Oggi stesso dunque, se non dovessero essere necessari altri esami ed altri prelievi, la salma potrebbe essere restituita alla famiglia per l'ultimo saluto che potrebbe avvenire domani. Sui funerali non c'è ancora nulla di ufficiale: si sa che mentre la famiglia vorrebbe una cerimonia strettamente privata, i colleghi della 46ª Brigata vorrebbero invece anche loro ricordare l'amico nel sacrario di Kindu. C'è profonda commozione in Brigata per questo terribile fatto di sangue che ha portato via una persona cara in circostanze così drammatiche. Una nuova tragedia che si aggiunge alla perdita, avvenuto solo un anno fa, di altri tre membri dell'aeronautica, caduti nel terribile incidente aereo che ebbe come protagonista un C 130. C.V.

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