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Luniversità per garantire il posto sicuro ai precari deve organizzare il bando prima che il disegno (alla Camera) diventi legge
Assunzioni in ateneo, una lotta contro il tempo
Giovanni Parlato
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Una delle tante manifestazioni dei ricercatori precari Se la riforma Gelmini passa, i bandi per i 69 ricercatori non saranno a tempo indeterminato
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PISA. È una lotta contro il tempo. Fino a ieri, s'ipotizzava che il disegno di legge Gelmini (in discussione alla Camera per il 14) rimanesse dietro alla sessione bilancio che parte il 15. Invece, c'è stata un'improvvisa accelerazione del ddl sulla riforma universitaria. La commissione istruzione continuerà a lavorare anche venerdì e sabato con l'obbiettivo di concludere il percorso prima di giovedì prossimo. Il disegno di legge prevede che non ci saranno più ricercatori a tempo indeterminato, ma i contratti dovranno essere tutti a tempo determinato. Una situazione che tiene in allarme soprattutto i ricercatori precari pisani che, dopo anni di battaglia, la scorsa settimana hanno brindato alla delibera del consiglio d'amministrazione dell'università di Pisa che ha stabilito di procedere ai bandi per l'assunzione di 69 posti di ricercatore. Tuttavia, la delibera del cda non è sufficiente poiché l'avvio di procedure di concorso spetta al senato accademico il quale si riunirà martedì prossimo, due giorni prima della discussione alla Camera del disegno di legge. Ma il senato accademico non può fare partire le procedure in mancanza di un passaggio intermedio: i consigli di facoltà si devono riunire e individuare a quali settori disciplinari devono essere destinati questi concorsi. Successivamente, il senato valuta queste richieste e decide. Quindi, l'accelerazione impressa al disegno di legge brucerebbe i tempi in programma dall'università di Pisa per l'assunzione dei suoi ricercatori che non avrebbero più un contratto a tempo indeterminato, ma destinato a scadere. Una battaglia che lascia ancora i ricercatori precari in una sorta di limbo. C'è chi sostiene che la raffica di emendamenti del Pd frenerà la riforma e c'è chi calcola i possibili tempi fra il passaggio in aula, la controfirma del presidente Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Un tempo supplementare in cui potersi incuneare e dove toccherà all'università di Pisa, stavolta, accelerare i tempi.
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