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I bimbi sono ritornati a fare ricreazione allaperto
A Calci riaperto il giardino della scuola Vittorio Veneto
Marzia Ara
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Alunni in palestra durante una pausa delle lezioni 2 MINUTI DI LETTURA
CALCI. Al centro di un vasto dibattito la scuola, tra luci e ombre. Nel recente passato la bella notizia che, grazie al finanziamento della Regione, venivano istituite la quarta e quinta sezione di scuola materna. Una cinquantina di bimbi hanno potuto così trovare ospitalità nella ristrutturata "Cardinale Maffi", nel centro del paese. Ma qui sono sorti alcuni problemi. Colpa degli spazi troppo ristretti, a sentire genitori ed insegnanti. Di contorno qualche incomprensione e poi un bel po' di polemica. Segnalate dalle famiglie, a più riprese, lamentele e critiche per episodi che sarebbero avvenuti all'interno dell'edificio dove operano 12 educatrici: 10 assegnate alle sezioni, più 2 di sostegno per i bambini diversamente abili. Un paio di persone sono adibite al servizio di custodia e sorveglianza. Il numero dei frequentanti è alto ma non eccessivo, comunque in linea con le altre scuole. Allora perché le complicazioni? «Spazi ristretti», dicono e ripetono. Ma come? Tutti chiederanno, come è possibile visto che l'edificio è stato inaugurato appena lo scorso anno dopo il chiacchierato esilio nell'ex circolo Arci di Montemagno, i cui locali ad interim ora funziona l'asilo nido. Il peccato è soprattutto... originale. Venne comprato dalla amministrazione comunale l'asilo, per decenni gestito dalle suore, di proprietà di un'organizzazione ecclesiastica. A suo tempo non mancarono perplessità e fu rilevato come sarebbe costato meno realizzare la scuola materna altrove, pensando al futuro. È andata come è andata. La scuola si presenta sicuramente bella, però intanto al primo piano, anziché per i bimbi i locali sono destinati agli adulti impegnati nell'associazionismo. Con il senno di poi si potrebbe recriminare e rimpiangere ciò che è stato fatto o non fatto. Al momento bisogna arrangiarsi, armarsi di buona volontà ed essere felici che i piccoli calcesani non siano costretti ad emigrare in scuole di altri comuni. Comunque alla dirigenza scolastica, chiamata in causa da alcune famiglie, il compito di verificare che sia garantita l'incolumità. A proposito di rischi e pericoli, è sorto il caso della primaria "Vittorio Veneto". Stefano Ciardelli, vicario dell'istituto comprensivo, aveva richiamato il Comune alla messa in sicurezza del cortile dove i bimbi non potevano svolgere la ricreazione. Tra l'altro una brutta caduta aveva costretto uno scolaro a ricorrere alle cure dell'ospedale. Il problema per fortuna sembra risolto: tanto che i bimbi sono tornati regolarmente in giardino a fare ricreazione.
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