Paolo Miccoli. Rimotivare la gente al lavoro
«Riorganizzerò il personale ogni dipendente sarà valorizzato»
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1) Intendo dedicarmi alla riorganizzazione del personale tecnico e amministrativo, e a quello delle biblioteche. Lo farò attraverso lo sviluppo della mappatura di questo personale e cercherò di favorire meccanismi di autovalutazione, allo scopo di mettere in evidenza le capacità e le vocazioni di ogni singola persona. Lo scopo di tutto questo è la rimotivazione di tutti coloro che lavorano in ateneo. Avrò particolare attenzione affinché venga superata un'impostazione di tipo verticistico privilegiando sempre la flessibilità nell'organizzazione del lavoro. Sarà anche mia cura promuovere ulteriormente la comunicazione interna tra le varie strutture dell'università. 2) Ciò che mi dispiace è di non essere riuscito ad incontrare personalmente tutti gli elettori, uno a uno, e a trasmettere loro le mie idee di rinnovamento e di sviluppo dell'università. In questo modo anche certi ingiusti sospetti che sono stati adombrati nei miei confronti sono sicuro che si sarebbero completamente dissolti. 3) Ho da rimproverare qualcosa non al mio antagonista, ma ad alcuni dei suoi sostenitori: qualche attacco personale e qualche accento sopra le righe. Io a questo livello non sono mai sceso puntando sempre ad un discorso di programma e di rilancio dell'ateneo. 4) Io non ho fatto alcun accordo per la spartizione del potere. Perciò non ho indicato finora alcun collega come prorettore vicario, nella speranza che potesse essere un collettore di voti. In ogni caso ritengo che per l'incarico di prorettore vicario sia opportuno che la scelta ricada su un collega di area umanistica. 5) Le persone che collaboreranno con me saranno scelte esclusivamente sulla base delle loro specifiche competenze. Non mancano eccellenze in ogni settore che possono essere utilizzate per il governo dell'ateneo in questo difficile momento. Spero soltanto che, come ho deciso di fare io, i colleghi più validi siano disponibili a dedicare il loro tempo ai problemi dell'università. Come ho detto, infatti, più volte, mi dedicherò a tempo pieno, se sarò eletto, all'università di Pisa abbandonando la professione. 6) Come ho già detto in molte occasioni, e com 'è nello stile che ha sempre contraddistinto la mia attività, voglio essere il rettore di tutti. Non è un caso che ho continuato a seguire e a promuovere i progetti di finanziamento europeo di tutta l'Università anche in campagna elettorale. Non può stupire nessuno, quindi, se dico che, se sarò eletto, continuerò a lavorare per l'intera comunità dell'Ateneo. 7) Voglio ascrivere a merito del Rettore uscente il fatto che, malgrado i tagli del finanziamento ministeriale, il bilancio di competenza e di cassa dell'università di Pisa chiuderà in pareggio, come già annunciato nell'ultimo consiglio di amministrazione. Giudico anche positivo il fatto che l'ateneo pisano si collochi fra i primi posti in Italia per quanto riguarda le classifiche internazionali. Trovo invece decisamente insoddisfacente la politica dell'accoglienza e l'assenza di strutture degne di un moderno ateneo. Questo è un aspetto che impatta negativamente sulle prospettive di internazionalizzazione e di ricerca, sulle quali sarebbe quanto mai opportuno e urgente puntare. Altrettanto insufficiente è poi il supporto alle biblioteche, che risultano davvero sotto-finanziate, nonché la costruzione di infrastrutture di ricerca. Per finire, la capacità di coinvolgimento e comunicazione del rettore uscente non sono state all'altezza della necessità di un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.
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