Il Tirreno

Pisa

Massimo Augello. Più risorse agli avanzamenti di carriera

«Revocherò il provvedimento di rottamazione dei ricercatori»

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1) Il completamento della manovra di reclutamento programmata dal senato accademico per il bando di 85 posti da ricercatore, della quale sono stato promotore, e la destinazione di maggiori risorse agli avanzamenti di carriera. Ho inoltre proposto nelle sedi istituzionali la revoca del provvedimento di "rottamazione" dei ricercatori con 40 anni di contribuzione e la sua trasformazione in pensionamento volontario incentivato. 2) Fin dall'inizio ho percepito negli elettori un grande desiderio di partecipazione e l'interesse a discutere approfonditamente di metodo e di programmi. Spero di essere riuscito a fare comprendere fino in fondo i contenuti e i valori che informano il mio progetto e a trasmettere l'entusiasmo e la passione istituzionale che mi animano. 3) Più che un rimprovero è un'osservazione: non ho potuto non rilevare il suo progressivo e incalzante avvicinamento a tanti punti del mio programma elettorale e alle posizioni da me espresse nei pubblici dibattiti; senza che fosse recepita l'essenza di quel programma, rappresentata dai valori del codice etico che ho proposto, inteso quale espressione di una governance improntata alla moralizzazione dei comportamenti e a un profondo cambiamento nei metodi di gestione e di governo. 4) Ho ritenuto di dare un messaggio chiaro all'elettorato indicando il nome del prorettore vicario che condividerà con me la responsabilità di governo. Avrei potuto farlo a risultato acquisito. La designazione preliminare, del tutto inusuale, è dettata dalla comunanza di punti programmatici e da un condiviso sistema di valori, e questo suo eventuale ruolo è legittimato dai numerosissimi consensi espressi dagli elettori in favore della professoressa De Francesco. 5) Ho più volte dichiarato che la scelta dei prorettori e dei collaboratori sarà dettata dalla comprovata capacità e non sarà operata sulla base di logiche di schieramenti. Non escludo di individuare colleghi che non mi hanno sostenuto, come ho fatto da preside nella mia facoltà. Sulla base di questi criteri, le nomine coinvolgeranno docenti di tutte e tre le fasce e vedranno una forte presenza femminile. Anche in questo caso posso citare l'esperienza della mia facoltà, nella quale molti ruoli chiave sono stati affidati a colleghe. Le personalità individuate saranno figure di spicco, che riscuotono l'apprezzamento di tutto l'ambiente accademico. In particolare, ribadisco la volontà di rapportarmi direttamente con il preside della facoltà di Medicina per ogni problematica connessa alla sanità, senza designare alcun prorettore. 6) Una volta eletto, il rettore deve essere "il rettore di tutti". Ritengo che la nostra università, dopo una fase molto travagliata per scelte divisive e la demonizzazione della dialettica, abbia bisogno di serenità e collaborazione, nel pieno rispetto delle differenti posizioni, per meglio affrontare le difficili sfide del futuro. 7) Non darò voti sull'attuale governo dell'ateneo, verso il quale sono stato sempre molto critico, in maniera chiara e nelle sedi competenti, anzitutto per la mancanza di trasparenza, di collegialità e di rispetto degli organi. Non ho condiviso i metodi e talune scelte strategiche che si sono rivelate sbagliate, e il deprecabile immobilismo che ha impedito all'ateneo di agire con tempestività e coraggio. Il mio giudizio rimane complessivamente negativo.

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