«Citta più dinamica e innovativa, i partiti ora siano all'altezza»
Gianfranco Borrelli
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Siamo a metà legislatura ed è l'occasione per un bilancio. Ma si è anche creata una delicata situazione politica dopo i contrasti nel Pd cittadino sulla candidatura del segretario. Il Pdl parla di crisi; il Psi chiede la sostituzione dell'assessore all'urbanistica visto che Cerri tornerà al lavoro. Qual è la valutazione del sindaco? «Il bilancio lo abbiamo già abbozzato a luglio, come maggioranza, insieme a Enrico Rossi. Pisa è considerata la città toscana più dinamica, con più progetti di crescita e innovativi. Entro novembre, al giro di boa, faremo un rendiconto pubblico, alle forze sociali e quartiere per quartiere, invitando i cittadini a partecipare. Daremo risposte ai problemi, per una città più curata e pulita. Le polemiche nei e fra i partiti, quando sono astratte dai problemi, valgono il giusto. Al Pdl rispondo: in crisi è la destra, che non fa una proposta che sia una. In consiglio la maggioranza c'è ogni volta: l'ultima per approvare la variante del People mover aeroporto-stazione, un investimento strategico di 70 milioni. I socialisti hanno espresso una preoccupazione, anche se l'hanno fatto in modo forzato. Sugli assessori decide il sindaco, come prevede la legge». Se ne parla da un po': ci sarà presto un rimpasto? E Cerri che pur riducendo l'impegno resta in giunta, ha ancora la sua fiducia dopo le critiche pubbliche alla conduzione politica del Pd? «Pisa cresce, nonostante la crisi. La mia bussola è fare bene per Pisa, garantendo la stabilità e un "progetto di città". Cerri ha la mia fiducia, perché assicura comunque un impegno pieno e la condivisione che è stata esemplare e apprezzata da tutti, per i frutti che ha dato. Detto questo, tutti gli assessori sanno che il loro impegno per me è sempre oggetto di verifica, secondo tre criteri: fare squadra, lavorare sodo e non perdere colpi nel rapporto con la città e garantire assoluto rigore etico». La spaccatura che ha rimescolato le correnti o, come si preferisce dire, le mozioni nel Pd, nasce da quando lei ha indicato Fontanelli come segretario comunale dal valore unitario. Il risultato è stato opposto già allora. Si è pentito di quella indicazione? «Chi guarda a noi vuole unità, vuole che si batta Berlusconi, che è in crisi e massacra le città coi tagli ingiusti. Scegliemmo di fare un percorso unitario. E così si è fatto. C'è un documento politico congressuale, chiarissimo nel giudizio sul governo della città e sulla prospettiva, approvato all'unanimità. E in modo unanime si è scelta la consultazione per proporre il nuovo segretario. E dunque c'è un unico candidato. Ora serve che il congresso del Pd parli alla città e apra il partito a forze nuove». Un altro elemento singolare, rimanendo alle mozioni del congresso, è che nel Pd partito c'è una maggioranza che è minoranza nel gruppo consiliare. E quindi si è assistito a un trasferimento di tensioni dal partito al consiglio (vedi dimissioni Zappacosta). Non teme ulteriori scossoni? «No e chi scaricasse tensioni di partito sul governo della città si squalificherebbe. Nessuno fra i consiglieri si riconosce in questi schemi da prima repubblica. I consiglieri sono eletti con il sindaco, secondo il Programma di Mandato e ne sono sempre più protagonisti. Di questo e di nient'altro rispondono ai cittadini». Circa un anno fa, in occasione della campagna per le regionali, punti di contatto e un certo dialogo, sembravano portare a un avvicinamento a Sel. Poi si è fermato tutto. «A Sel va riconosciuto uno sforzo d'avvicinamento quando abbiamo approvato gli indirizzi per il Piano Strutturale, nonostante si fosse prima opposta ad importanti atti urbanistici, e un comportamento costruttivo in consiglio comunale. Nel momento in cui la maggioranza ha cercato di stringere il confronto, sull'occupazione dell'immobile di Oratoio, sulla vicenda Rebeldìa e sulla gestione degli asili, sono riemerse differenze. Spero si superino. Valgono i fatti: 50 milioni d'investimenti in edilizia sociale, nuovi spazi conquistati e disponibili per le associazioni, niente liste d'attesa per gli asili nonostante i tagli selvaggi del governo. Ascolterò con attenzione le loro proposte». Cose fatte. Qual è quella di cui va più orgoglioso? «A parte i progetti che ci hanno valso il premio come città d'Italia più attiva per le energie rinnovabili, è l'impegno per tenere a Pisa la Saint-Gobain. Non era scontato che l'azienda investisse quasi cento milioni. Questo fatto straordinario è esemplare. Significa che un impegno coerente, di lunga durata, paga. Per garantire il lavoro. E perciò ora voglio che si risolva la vertenza Cmr. Pisa ha in cantiere oltre mille milioni d'investimenti, pubblici e privati: caso unico, in proporzione, fra le città. Chiaro che ne sono orgoglioso. Il sindaco è il regista di un gioco di squadra». Sicurezza, immigrazione e contenimento del fenomeno Rom. E' soddisfatto? «Ci sono trecento cittadini Rom o di altre provenienze in meno a Pisa, in campi abusivi e baracche. Centodue di questi tornati in Romania con il "rimpatrio volontario", secondo una politica voluta dalla Regione. E con la Regione abbiamo fatto un'intesa per garantire interventi sociali e la scuola ai minori. La stragrande maggioranza degli immigrati lavora e fa il suo dovere. Per la sicurezza non mi sono tirato indietro, ho detto parole chiare, anche agli immigrati, e mi sono preso responsabilità. Con le ordinanze, assumendo 10 vigili in più, fino al Patto con governo, Regione e Provincia. Ma oggi devo dire che Maroni non lo rispetta, perché non ha inviato i rinforzi che anche il prefetto gli ha chiesto: abbiamo forze dell'ordine per 90mila residenti, ma ogni giorno in città circolano 160mila persone». Cose in corso. Per i progetti Piuss tutto procede come previsto. Ritarda un po' il trasferimento del Santa Chiara. Problemi infine per il grande recupero delle caserme. Del resto, immaginare aiuti e comprensione dal governo Berlusconi... «I Piuss sono un fiore all'occhiello del mio mandato. L'investimento pubblico più grande del dopoguerra, per una città più bella e vivibile e meglio organizzata. Un progetto culturale e ambientale, per un turismo di qualità, l'unico presentato dalla Toscana all'Euromeeting. Per il Santa Chiara i trasferimenti a Cisanello si fanno, entro novembre quello fondamentale del Pronto Soccorso, e ci sono risorse per procedere. Il Comune ci ha messo del suo: strade e parcheggi, in tempi record. Presenteremo la proposta di Piano di recupero nella mostra dei lavori dell'architetto David Chipperfield, che si aprirà il 26 ottobre all'Arsenale Mediceo. Sulle caserme il Comune ha fatto tutto, progetto e varianti. Il governo ci frena. Ma non è il solo ritardo. Museo delle Navi Romane, sicurezza, infrastrutture: c'è un arretrato insostenibile. Il 19 ottobre sarò da Matteoli, con Gina Giani, a discutere di come migliorare le condizioni di chi vive vicinissimo all'aeroporto. E entro il 2012 ci sarà l'allungamento delle piste». L'opera a cui tiene di più e che vorrebbe inaugurare da sindaco? «Il People mover, nel 2015. Insieme, spero, al cantiere per la tramvia o busvia in sede protetta dalla stazione all'ospedale di Cisanello e alla circuitazione dei lungarni con mezzi pubblici elettrici, leggeri e non inquinanti». Un sogno nel cassetto, o un progetto inedito? «Uno fra altri: un grande e moderno centro congressi. Pisa, che investe sul suo aeroporto oltre 120 milioni entro il 2015, lo merita». Buon lavoro, sindaco.
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