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Trasporti pubblici, situazione disperata per i tagli

Il Cpt per i tagli è costretto a ridurre le corse dei bus
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Il Cpt per i tagli è costretto a ridurre le corse dei bus

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 PISA. Se si parla di tagli e di settori che vanno in sofferenza, una situazione particolarmente calda è quella del trasporto pubblico locale. Il governo con la finanziaria toglie finanziamenti alle Regioni e queste, di conseguenza, fanno mancare il consueto contributo alle amministrazioni locali.  A Pisa è già allarme rosso per la Cpt, la compagnia dei trasporti. Sicura la riduzione del numero delle corse e si teme anche per qualche posto di lavoro. In questi giorni si susseguono riunioni, nel corso delle quali si fanno i conti. L'annuncio delle decisioni, delle scelte dolorose, si avvicina sempre più. Ci rimetteranno per primi i cittadini.  Sembra infatti ormai inevitabile l'aumento del costo del biglietto, che potrebbe salire a 1,30 euro, ma che potrebbe toccare anche quota 1,5 euro. Mario Silvi è da poco il nuovo presidente della Cpt e si trova davanti una situazione molto complicata.  «Mi aspetto - ha detto - un taglio dalla Regione del 30% rispetto ai precedenti trasferimenti». Questo vuol dire che nelle casse della compagnia, che ha alle sue dipendenze 450 lavoratori, entreranno 7 milioni di euro in meno. Per rientrare del minor introito si dovrebbe raddoppiare pari pari il costo dei biglietti, ma non succederà. Perciò si agirà anche sulla quantità delle corse, pur sapendo che ci sarà una penalizzazione evidente nella qualità del vervizio.  Sul territorio provinciale la Cpt assicura ora circa 3.000 corse al giorno. Si va verso un taglio, in proporzione, di 500-600 corse. Un guaio soprattutto per chi non ha l'auto, per le persone anziane e per i redditi più bassi.

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