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Il cda ha detto sì: via alle assunzioni
Gianluca Campanella
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Il presidio dei precari davanti al rettorato ieri mattina Saranno banditi 69 posti di ricercatore e stabilizzati 89 tecnici amministrativi
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PISA. Il cda dell'Università ha deliberato ieri mattina l'assunzione di 89 precari tecnici amministrativi e i concorsi per 69 ricercatori a tempo indeterminato. Ora è una gara contro il tempo. I bandi per i ricercatori devono essere pubblicati prima dell'approvazione del ddl Gelmini in Parlamento: quella riforma, infatti, abolisce la figura del ricercatore a tempo indeterminato. Inoltre, il contratto per gli stabilizzandi decorrerà dal 16 dicembre. E così si schivano due ostacoli: dopo la fine dell'anno, la legislazione vigente impedisce nuovi reclutamenti e scade l'accordo per le assunzioni firmato dall'Università con la Dpl, Direzione provinciale del lavoro. La misura approvata ieri in cda accoglie quasi tutte le richieste che il senato accademico aveva votato il 6 luglio scorso. Mancano solo 17 ricercatori, che è esattamente il numero di posti che si riesce a coprire con i cosiddetti "fondi Mussi". Il cda, con i punti disponibili dalle cessazioni 2008 e 2009, aveva una disponibilità finanziaria per bandire 69 posti di ricercatore. Ma ha scelto di far rientrare in questa fase i 17 finanziati dal ministero: in sintesi, l'ateneo ha i soldi per 69, ma ora ne paga 52, caricando 17 ricercatori sul conto straordinario previsto dal precedente governo Prodi. In questo modo "avanza" una parte dei punti disponibili, per la cui destinazione il cda ha stabilito di interrogare il senato accademico. Una possibilità è data dall'utilizzo dei fondi per ulteriori posti di ricercatori (fino a 17, appunto); l'altra è utilizzare quella disponibilità o parte di essa per nomine di idonei in procedure di valutazione comparative di prima e seconda fascia (cioè per avanzamenti di carriera). Il coordinamento dei ricercatori precari, vista l'accelerazione per approvare il ddl Gelmini, chiede «l'immediata convocazione del senato; e che questo si esprima a favore dei ricercatori, in conformità a quanto più volte deliberato». Il rettore Marco Pasquali ha espresso la propria soddisfazione per la decisione assunta dal cda; ha poi precisato che «la delibera è conseguente all'accertamento delle condizioni economico-finanziarie che permettono la sostenibilità dell'operazione», dando seguito agli impegni assunti. Contro il mancato rispetto dei patti con la Dpl, il coordinamento degli stabilizzandi amministrativi aveva intentato un ricorso contro l'università. Il giudice del lavoro, Elisabetta Tarquini, la settimana scorsa ha rinviato l'udienza al 12 ottobre per attendere gli sviluppi del cda. I precari vedono nelle «verifiche del giudice, la garanzia che la delibera non sia più disattesa».
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