Il presidio
Il ministro: ma litaliano va difeso
Fra gli ultimi nell'Ue nell'uso delle Lingue
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PISA. Se idealmente ogni europeo dovrebbe conoscere almeno due lingue straniere, in Italia questo obiettivo è ancora molto lontano: secondo i dati pubblicati dall'ultima ricerca europea, nella conoscenza linguistica il nostro paese risulta agli ultimi posti insieme a Spagna, Portogallo e Grecia, rimanendo molto indietro rispetto agli standard Ue. In questo scenario, l'Università di Pisa, da sempre impegnata nel promuovere una formazione linguistica di alto livello, è stata scelta dall'Ue per celebrare la "Giornata europea delle lingue", istituita nove anni fa proprio per valorizzare l'importanza delle diversità linguistiche in Europa. Molti gli ospiti che hanno partecipato ieri all'evento "Conoscere le lingue per costruire l'Europa", organizzato in Sapienza dal Centro linguistico interdipartimentale e dalla facoltà di Lingue. Tra loro vari rappresentanti delle istituzioni europee, tra cui Clara Albani, direttore dell'Ufficio per l'Italia del parlamento europeo, e il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi, attualmente impegnato in una battaglia in difesa della lingua italiana nelle istituzioni comunitarie, dove l'italiano rischia di soccombere di fronte al "trilinguismo imperante" di inglese, francese e tedesco. "Non ci può essere un'Europa a due velocità - ha detto il ministro -. L'eccellenza della nostra lingua e della nostra cultura deve avere lo spazio competitivo che hanno le altre". È stato più volte sottolineato come il multilinguismo sia il punto di forza dell'Europa, dove convivono 23 lingue ufficiali. Guido Paduano, docente di filologia classica, ha tenuto una lectio magistralis su "Lingua e letteratura", mentre nel pomeriggio il convegno si è spostato a Lucca dove è intervenuto anche Umberto Eco. F.F.
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