Il Tirreno

Pisa

Nuova accusa per la coppia in fuga

Pietro Barghigiani
La sede di Acque Spa a Ospedaletto
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La sede di Acque Spa a Ospedaletto

La procura: volevano portare via 3 milioni ad Acque

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 PISA. Una firma falsa della dirigente del settore amministrativo con cui veniva disposto un giroconto di 3 milioni di euro. Soldi che sarebbero dovuti transitare prima su un conto aziendale e poi accreditati su quelli personali degli imputati. Non c'è solo l'ipotesi di reato del concorso in peculato tra i capi di imputazione da cui dovranno difendersi Emanuele Enrico Busetta, 46 anni, residente a Monsummano, e Laura De Liso, 42 anni, di Santa Margherita (Capannori).  Nuovo reato. Nel processo che si aprirà mercoledì a Pisa alla coppia in fuga viene contestato anche il concorso in falso materiale per l'operazione, non andata a buon fine, con la quale i due avrebbero cercato di appropriarsi di 3 milioni di Acque Spa. Per la procura Busetta e De Liso hanno fatto sparire 1,8 milioni di euro (di cui circa 480mila recuperati e 450mila sotto sequestro in una banca a Lugano, ndr) dalle casse di Acque Spa, il gestore idrico dove la donna fino all'agosto 2007 lavorava come impiegata.  Imputati assenti. Sarà un processo celebrato con ogni probabilità in contumacia. I due, tecnicamente latitanti dall'11 novembre 2008, da quando nei loro confronti venne emesso un ordine di custodia cautelare in carcere, difficilmente saranno in aula. «Allo stato non credo che i miei clienti si presenteranno», spiega l'avvocato Nicola Angioni di Cagliari. Il legale si trova nella singolare condizione di difendere due imputati sostenendo di non averli mai visti di persona. «Ci sentiamo attraverso Skype e via e-mail - chiarisce l'avvocato -. Dove sono i miei clienti? Non lo so».  Il primo maggio 2009 Busetta venne anche fermato al volante di una Bmw dalla polizia stradale di Novara per eccesso di velocità. Gli ritirarono pure la patente, ma dimenticarono di verificare nella banca dati l'esistenza di eventuali pendenze a suo carico. E così restò in libertà.  I bonifici. Dai computer della società partirono diversi bonifici destinati a due conti correnti aperti a Montecatini, filiale di Banca Intesa, e Larciano, agenzia della Cassa di Risparmio di Lucca, nella disponibilità di Busetta. Dalla Valdinievole i soldi passarono il confine per finire in una banca di Lugano di cui l'uomo era cliente con un suo personale deposito di risparmi. A giudizio dell'accusa, a fare i bonifici fu Laura De Liso che nei giorni seguenti presentò poi la lettera di dimissioni e sparì dalla circolazione dopo aver venduto la sua casa a Santa Margherita. I due si trasferirono in Costa Rica, dove Busetta aveva interessi nel settore del noleggio di elicotteri, per poi rientrare in Italia nel novembre 2008. Da allora vivono in latitanza.

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