Il presidio
Diario gratis agli alunni, con la pubblicità
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Le agende Comix e Smemoranda non sono più l'ultimo grido. Quest'anno al diario ci pensa la scuola: è la nuova iniziativa delle medie Mazzini e dell'istituto comprensivo Fibonacci, che con l'aiuto di alcuni sponsor hanno fatto stampare centinaia di copie davvero esclusive. «Volevamo offrire ai ragazzi uno strumento personale che fosse anche un segno di appartenenza all'istituto», dice Maria Luisa Casini, preside vicaria delle Fibonacci.
I documenti ufficiali di ogni scuola, come il piano dell'offerta formativa e il patto di corresponsabilità, trovano spazio sulle pagine dei diari accanto alle sezioni tradizionali per gli avvisi, le assenze, le giustificazioni, l'orario e i voti. Ampi gli spazi personalizzabili con foto e scritte colorate, come è desiderio di ogni adolescente. Sono stati i due consigli d'istituto ad approvare l'idea alla fine dello scorso anno scolastico, ma tra i due progetti vi sono molte differenze. I 325 alunni delle Mazzini hanno già ricevuto gratis il diario, che è pensato come lo strumento ufficiale di comunicazione scuola-famiglia. In altre parole, i ragazzi possono anche affiancarlo a un altro diario più di loro gusto, ma gli insegnanti faranno trascrivere ogni avviso, nota o voto soltanto su quello della scuola. Otto pagine fanno pubblicità agli sponsor, tra gli quali una palestra, una cartoleria, un'autoscuola e l'assicurazione delle Mazzini. Per quattro volte si reclamizza Grandi Scuole, specializzata nel recupero di anni scolatici. «Solo grazie agli sponsor è stato possibile tutto questo, e in fondo gli spot sono poca cosa rispetto alle potenzialità di uno strumento di lavoro identico per tutti e gratuito - dice Licia Di Bugno, preside vicaria delle Mazzini -. Dato che lo Stato non ci aiuta, ci è sembrato naturale procurarci i soldi in altro modo». Ma i genitori sapevano che nel diario dei figli sarebbe finita la pubblicità di una scuola privata? «Finora non ho avuto nessuna rimostranza ufficiale - continua Di Bugno -. Gli otto rappresentanti dei genitori in consiglio d'istituto hanno visto a giugno il facsimile del diario; al posto degli sponsor c'erano delle pagine bianche, ma i nomi erano già noti». Anche nel diario delle Fibonacci figurano gli sponsor, per la maggior parte società sportive: Grandi Scuole è assente. Gli alunni dell'istituto comprensivo hanno scelto i loro disegni più belli per la copertina del diario pensato per i tre anni delle medie e le classi terze, quarte e quinte delle elementari. Il risultato sarà disponibile da lunedì prossimo in circa 500 copie, al costo di 8 euro. «Alla fine dell'anno scorso abbiamo fatto un sondaggio tra le famiglie chiarendo il prezzo - dice il preside Enrico Valli -. Dalle adesioni possiamo prevedere che l'esperimento di quest'anno sarà un grosso successo».
Lucia Maffei La Bibbia secondo Lutero nella Chiesa di San Francesco. Per celebrare il suo secolo di vita, domenica 26 settembre alle 21.15 la società corale pisana eseguirà il Requiem Tedesco di Johannes Brahms, capolavoro della polifonia quasi mai eseguito per la sua difficoltà strumentale e vocale. Tra piani, percussioni e corde vocali, saranno circa 60 i musicisti coinvolti; alcuni arriveranno dalla Polifonica Lucchese e dal gruppo vocale gli Stereo Tipi. Brahms, non credente, nel 1868, sulla base del libretto tedesco di Lutero, compose sette movimenti di dramma religioso irrituale e voglia filosofica di redenzione. Le emozioni d'ascolto sono una scacchiera di discese e risalite dell'anima. L'evento, a cui seguirà il 6 novembre l'esecuzione del requiem di Verdi, sarà dunque l'occasione per mettere a confronto protestantesimo e cattolicesimo, salvezza attraverso le opere e salvezza per fede. «Gli impianti musicali di Brahms e di Verdi - fa notare il direttore d'orchestra Giampaolo Mazzoli - tengono dietro alle rispettive concezioni religiose e alla diversa visione della morte che ne deriva». Soddisfatta Silvia Pagnin, assessore provinciale alla cultura: «Cento anni sono cento anni. La società corale pisana offre possibilità alle voci nuove della lirica di esibirsi in opere liriche importanti. Come accadde due anni fa, quando i ragazzi del coro si esibirono ni concerto Andrea Bocelli». Gennaro Di Biase di Candida Virgone PISA. «Tra pochi mesi uscirà il mio secondo libro e lì dirò tutte la verità che non ho mai detto, sul presidente del consiglio (il nome di Berlusconi non viene mai fuori), ma soprattutto sulle mie colleghe, su quelle escort che quella sera erano a palazzo Grazioli e che mi hanno riempito di fango. Su quelle che hanno preso i soldi e che hanno avuto quel che hanno voluto: una ora è a palazzo Chigi, l'altra è stata selezionata come concorrente per X Factor». Quale sia la cantante che si presenta davanti a Mara Maionchi e cosa faccia una escort (l'usciere, il portaborse, la barista?) a palazzo Chigi non è dato saperlo, ma che si trovi lì Patrizia D'Addario è sicura. «Andate a chiedere e vedete...»: aggiunge. Per alcuni giorni in Toscana, in un hotel di Marina di Massa, dopo una cena per l'inaugurazione di un locale a Lido di Camaiore, è venuta a fare acquisti in un negozio pisano, Catherine, di Patrizio Rofrano. Nel suo negozio, la escort - rivelatrice delle notti hard organizzate dal mitico Tarantino per il premier e foriere di un vero terremoto politico - si prova dei vestiti. Scarta un fasciante abito corto verde brillante e opta per un tailleur total black. «Amo lo stile monacale, più serio - dice -. Le cose semplici, così come sono io. Sono una persona che ha sempre avuto valori profondi: da piccola, quando i miei genitori si stavano separando, vivevo in un collegio di suore che a 12 anni, dopo le mie pressanti richieste, mi trovarono lavoro in un negozio di scarpe. Facevo la commessa». Viso struccato e abito lungo, della escort patinata Patrizia ha poco. Unico vezzo un tacco 12 che esalta una bellezza mediterranea fresca, a dispetto dei 42 anni suonati. «Il libro? Sono in contatto con un editore - continua - ma siamo a buon punto: uscirà spero prima di Natale. Finora sono stata troppo gentile, lì invece racconterò tutta la verità. Chiunque si accosti al presidente ne ha beneficio: lui ha cambiato la vita di tanta gente. Io non ci ho guadagnato nulla da questa storia, anzi, non ho preso neanche i diecimila euro che davano quella sera e ovunque mi presento, ad un prima accoglienza seguono porte chiuse. Favori? Mai chiesti.
Per il residence che devo aprire i permessi li ho tutti, è stato lui ad offrirsi e a chiedermi se avevo bisogno di qualcosa». Ma l'ostentata semplicità come si concilia con una scelta di vita così particolare? «Non ho scelto di fare la escort - precisa - mi sfruttava l'uomo con cui stavo, che mi riempiva di botte se non lo facevo. Decine di denunce precedenti non sono servite ad incastrarlo, lo hanno messo in carcere solo dopo quelle famose registrazioni (le ho fatte per questo), quando finalmente un giudice mi ha ascoltato e mi ha creduto».
I documenti ufficiali di ogni scuola, come il piano dell'offerta formativa e il patto di corresponsabilità, trovano spazio sulle pagine dei diari accanto alle sezioni tradizionali per gli avvisi, le assenze, le giustificazioni, l'orario e i voti. Ampi gli spazi personalizzabili con foto e scritte colorate, come è desiderio di ogni adolescente. Sono stati i due consigli d'istituto ad approvare l'idea alla fine dello scorso anno scolastico, ma tra i due progetti vi sono molte differenze. I 325 alunni delle Mazzini hanno già ricevuto gratis il diario, che è pensato come lo strumento ufficiale di comunicazione scuola-famiglia. In altre parole, i ragazzi possono anche affiancarlo a un altro diario più di loro gusto, ma gli insegnanti faranno trascrivere ogni avviso, nota o voto soltanto su quello della scuola. Otto pagine fanno pubblicità agli sponsor, tra gli quali una palestra, una cartoleria, un'autoscuola e l'assicurazione delle Mazzini. Per quattro volte si reclamizza Grandi Scuole, specializzata nel recupero di anni scolatici. «Solo grazie agli sponsor è stato possibile tutto questo, e in fondo gli spot sono poca cosa rispetto alle potenzialità di uno strumento di lavoro identico per tutti e gratuito - dice Licia Di Bugno, preside vicaria delle Mazzini -. Dato che lo Stato non ci aiuta, ci è sembrato naturale procurarci i soldi in altro modo». Ma i genitori sapevano che nel diario dei figli sarebbe finita la pubblicità di una scuola privata? «Finora non ho avuto nessuna rimostranza ufficiale - continua Di Bugno -. Gli otto rappresentanti dei genitori in consiglio d'istituto hanno visto a giugno il facsimile del diario; al posto degli sponsor c'erano delle pagine bianche, ma i nomi erano già noti». Anche nel diario delle Fibonacci figurano gli sponsor, per la maggior parte società sportive: Grandi Scuole è assente. Gli alunni dell'istituto comprensivo hanno scelto i loro disegni più belli per la copertina del diario pensato per i tre anni delle medie e le classi terze, quarte e quinte delle elementari. Il risultato sarà disponibile da lunedì prossimo in circa 500 copie, al costo di 8 euro. «Alla fine dell'anno scorso abbiamo fatto un sondaggio tra le famiglie chiarendo il prezzo - dice il preside Enrico Valli -. Dalle adesioni possiamo prevedere che l'esperimento di quest'anno sarà un grosso successo».
Lucia Maffei La Bibbia secondo Lutero nella Chiesa di San Francesco. Per celebrare il suo secolo di vita, domenica 26 settembre alle 21.15 la società corale pisana eseguirà il Requiem Tedesco di Johannes Brahms, capolavoro della polifonia quasi mai eseguito per la sua difficoltà strumentale e vocale. Tra piani, percussioni e corde vocali, saranno circa 60 i musicisti coinvolti; alcuni arriveranno dalla Polifonica Lucchese e dal gruppo vocale gli Stereo Tipi. Brahms, non credente, nel 1868, sulla base del libretto tedesco di Lutero, compose sette movimenti di dramma religioso irrituale e voglia filosofica di redenzione. Le emozioni d'ascolto sono una scacchiera di discese e risalite dell'anima. L'evento, a cui seguirà il 6 novembre l'esecuzione del requiem di Verdi, sarà dunque l'occasione per mettere a confronto protestantesimo e cattolicesimo, salvezza attraverso le opere e salvezza per fede. «Gli impianti musicali di Brahms e di Verdi - fa notare il direttore d'orchestra Giampaolo Mazzoli - tengono dietro alle rispettive concezioni religiose e alla diversa visione della morte che ne deriva». Soddisfatta Silvia Pagnin, assessore provinciale alla cultura: «Cento anni sono cento anni. La società corale pisana offre possibilità alle voci nuove della lirica di esibirsi in opere liriche importanti. Come accadde due anni fa, quando i ragazzi del coro si esibirono ni concerto Andrea Bocelli». Gennaro Di Biase di Candida Virgone PISA. «Tra pochi mesi uscirà il mio secondo libro e lì dirò tutte la verità che non ho mai detto, sul presidente del consiglio (il nome di Berlusconi non viene mai fuori), ma soprattutto sulle mie colleghe, su quelle escort che quella sera erano a palazzo Grazioli e che mi hanno riempito di fango. Su quelle che hanno preso i soldi e che hanno avuto quel che hanno voluto: una ora è a palazzo Chigi, l'altra è stata selezionata come concorrente per X Factor». Quale sia la cantante che si presenta davanti a Mara Maionchi e cosa faccia una escort (l'usciere, il portaborse, la barista?) a palazzo Chigi non è dato saperlo, ma che si trovi lì Patrizia D'Addario è sicura. «Andate a chiedere e vedete...»: aggiunge. Per alcuni giorni in Toscana, in un hotel di Marina di Massa, dopo una cena per l'inaugurazione di un locale a Lido di Camaiore, è venuta a fare acquisti in un negozio pisano, Catherine, di Patrizio Rofrano. Nel suo negozio, la escort - rivelatrice delle notti hard organizzate dal mitico Tarantino per il premier e foriere di un vero terremoto politico - si prova dei vestiti. Scarta un fasciante abito corto verde brillante e opta per un tailleur total black. «Amo lo stile monacale, più serio - dice -. Le cose semplici, così come sono io. Sono una persona che ha sempre avuto valori profondi: da piccola, quando i miei genitori si stavano separando, vivevo in un collegio di suore che a 12 anni, dopo le mie pressanti richieste, mi trovarono lavoro in un negozio di scarpe. Facevo la commessa». Viso struccato e abito lungo, della escort patinata Patrizia ha poco. Unico vezzo un tacco 12 che esalta una bellezza mediterranea fresca, a dispetto dei 42 anni suonati. «Il libro? Sono in contatto con un editore - continua - ma siamo a buon punto: uscirà spero prima di Natale. Finora sono stata troppo gentile, lì invece racconterò tutta la verità. Chiunque si accosti al presidente ne ha beneficio: lui ha cambiato la vita di tanta gente. Io non ci ho guadagnato nulla da questa storia, anzi, non ho preso neanche i diecimila euro che davano quella sera e ovunque mi presento, ad un prima accoglienza seguono porte chiuse. Favori? Mai chiesti.
Per il residence che devo aprire i permessi li ho tutti, è stato lui ad offrirsi e a chiedermi se avevo bisogno di qualcosa». Ma l'ostentata semplicità come si concilia con una scelta di vita così particolare? «Non ho scelto di fare la escort - precisa - mi sfruttava l'uomo con cui stavo, che mi riempiva di botte se non lo facevo. Decine di denunce precedenti non sono servite ad incastrarlo, lo hanno messo in carcere solo dopo quelle famose registrazioni (le ho fatte per questo), quando finalmente un giudice mi ha ascoltato e mi ha creduto».
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