Appello del pm contro l'assoluzione di 22 macedoni
Candida Virgone
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L’aula di tribunale durante un’udienza2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il pm Giancarlo Dominijanni ha presentato appello contro l'assoluzione dei 22 macedoni coinvolti due anni fa nella guerriglia di viale D'Annunzio. Sono state rese note infatti nelle ultime settimane le motivazioni della sentenza emessa il 18 giugno scorso, nel processo di primo grado, dal primo collegio del tribunale (presidente Angelo Perrone, a latere Giulio Cesare Cipolletta e Marco Dell'Omo). Secondo il tribunale, i nomadi agirono per legittima difesa. I 22 macedoni, insieme ad un gruppo di 8 kosovari, fra il 12, il 13 e il 16 gennaio del 2008, si erano resi responsabili di una guerriglia scoppiata in più fasi fra il campo nomadi di Coltano, la splendida villa, ex sede del centro ittico di Marina, in viale D'Annunzio ed un'altra bellissima villa acquistata da un gruppo di kosovari a Gello di Lavaiano e poi confiscata dal tribunale. I 22 macedoni erano stati arrestati insieme ad altri 8 kosovari (che andranno a giudizio il mese prossimo), dopo un blitz sui tre scenari che aveva portato al fermo iniziale di 50 persone. Scarcerati poco dopo dai gip, erano tornati in carcere dopo il giudizio del tribunale del riesame. Il processo ai trenta si era diviso in due tronconi sui due distinti assalti. Il pm Dominijanni aveva chiesto 5 anni per la persona ritenuta responsabile dell'attacco, il capo della famiglia Bekir, e 4 anni per tutti gli altri. I giudici li hanno assolti tutti per non aver commesso il fatto, in quanto la detenzione delle armi è attribuibile solo al presunto capo, che comunque non è imputabile perché avrebbe agito per legittima difesa.
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