Il Tirreno

Pisa

Tagli e sacrifici: la Cgil parte all’attacco

Dal 1º ottobre a dicembre a scuola un'ora di sciopero ogni quindici giorni

Gennaro Di Biase

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 PISA. Le polemiche fuori dai cancelli di scuola saranno anche di casa, ma quest'anno più che mai. L'assemblea di mercoledì al Marchesi è stata il preludio al concerto di protesta che avrà per palco cattedre e corridoi. Se il dialogo tra personale scolastico e Stato è taciturno, "rompiamo il silenzio" è lo slogan della Cgil. Dal primo ottobre e fino a dicembre un'ora di sciopero ogni 15 giorni in tutte le scuole.  Ma non solo. Il sindacato risponde alle 13 prime in meno e ai 446 posti saltati, e prova ad applicare cerotti sulla cronica precarietà del personale. Blocco ai 64 milioni di tagli previsti, rispetto dei diritti dei disabili, organico assegnato sulle effettive esigenze degli istituti: queste le ambizioni. Che fare? Dopo la creazione del coordinamento precari, il personale Flc sospenderà l'adozione di libri di testo per la poca chiarezza delle norme; nessuno a scuola lavorerà in orari di straordinario per coprire le assenze; niente accompagnatori per scolaresche in gita, perché si è in pochi e senza assicurazione; gli insegnanti con cattedra non accetteranno supplenze inferiori a 6 ore. Infine, la questione delle norme di sicurezza: in seguito alla soppressione di 11 classi, alcune aule (come al Buonarroti) sono state stipate di alunni. Se ne riparlerà a Roma il 29 all'assemblea nazionale e il 28 all'assemblea dell'Rsu.

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