Il Tirreno

Pisa

L’animale trovato morto in un convento

Gattino avvelenato, la curia: nessun giallo

Gennaro Di Biase
Gattino avvelenato, la curia: nessun giallo

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 PISA. Accidente o delitto? L'ipotesi del dolo rimane al momento indimostrabile, ma il presunto gatticidio in convento - di cui "Il Tirreno" ha parlato domenica in seguito alla segnalazione della padrona dell'animale - si aggroviglia.  «La Chiesa è certamente a favore anche degli animali. La notizia data è destituita di fondamento», afferma monsignor Aldo Armani, responsabile dell'ufficio comunicazioni sociali della diocesi. Un modo per dire che per la curia il caso del gattino Jerry, trovato morto nel cortile di un convento pisano la mattina del 1º settembre, è chiuso.  La preghiera delle suore era stata turbata il pomeriggio successivo al la scoperta del cadaverino, quando la proprietaria del gatto si era fatta accompagnare dal membro di un'associazione animalista e aveva bussato alla porticina di legno del noviziato. «Stavamo dando il veleno agli ulivi» le avevano risposto, dopo che la proprietaria aveva ricordato che una lingua viola come quella del cadaverino del gatto è un sintomo del veleno.  Madre Daniela ieri ha replicato: «Stavamo dando il rame. Ma il gattino passeggiava per tutto l'isolato, e potrebbe essere stato avvelenato ovunque». Almo Santarelli, giardiniere dell'istituto, aggiunge: «Sono certo che il gattino sia morto prima che io passassi il rame agli ulivi».  Ieri nel salottino del noviziato si è azzardato un commento teologico sulla vicenda: «Uomini e animali non sono sulla stessa bilancia», ha detto suor Antonietta. E l'anima di Jerry? Dove starà saltellando?

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