Pisa protagonista nel nuovo Monopoli
Simone Martini
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Il tabellone del Monopoli C'è tempo fino al 28 per votare su Internet e portare la città nel tabellone
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PISA. L'ultimo sforzo per spingere Pisa nel tabellone del nuovo Monopoli, il noto gioco da tavola in cui, dal 1935 in poi, si sono cimentate, e divertite, generazioni di bambini e adolescenti. Per l'occasione, infatti, la Hasbro, la multinazionale dell'intrattenimento che dal 2009 ha acquisito i diritti di distribuzione del gioco, ha anche ideato un concorso invitando tutti gli appassionati a votare per decidere quali città italiane entreranno a far parte del tabellone dell'edizione italiana sostituendo le precedenti denominazioni. Pisa è una delle candidate più accreditate a farne parte, dato che la città della Torre occupa la 23esima posizione e che, per occupare una o più caselle della nuova edizione, è necessario arrivare almeno fra le prime ventidue. Da qui l'appello del sindaco Marco Filippeschi rivolto ai cittadini. «È un'iniziativa simpatica e divertente e, quindi, perché non provarci? - dice -: io l'ho già fatto nei giorni scorsi e tornerò a farlo nei prossimi giorni». Già perché si può votare anche ben più di una volta: per l'esattezza ciascuna persona può esprimere fino a dieci voti al giorno. Per farlo c'è tempo fino a mercoledì 28 luglio: basta connettersi al sito http: //wip.monopoliyitalia.it, registrarsi con una mail e una password. E appunto votare. L'edizione italiana partì nel 1935 dalla casa editrice: Editrice Giochi. La società, fondata da Emilio Ceretti con un gruppo di amici, era intenzionata a commercializzare il gioco nella sua veste originale, ma essendo in pieno regime fascista, le leggi dell'epoca proibivano l'utilizzo di nomi inglesi. Così venne deciso di italianizzare il marchio, mantenendo al contempo la pronuncia all'inglese. Il gioco divenne quindi Monòpoli e non Monopòli, come sarebbe stato più corretto da un punto di vista linguistico, e per moltissimi anni venne commercializzato con l'accento sulla seconda "o", proprio per evitare errori di pronuncia. I nomi delle vie erano quelli della Milano dell'epoca, con l'eccezione di vicolo Corto e vicolo Stretto, ma dopo la caduta di Mussolini alcuni nomi, come via del Fascio, vennero sostituiti con altri.
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