Il presidio
«Offesa sull'autobus perché sono rom», Cpt apre l'inchiesta
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PISA. Giudicata male dal controllore di un autobus della Compagnia Pisana Trasporti (Cpt) solo perché rom. È l'episodio - su cui la Cpt annuncia una verifica approfondita - raccontato da Padre Agostino Rota Martir, sacerdote che vive nel campo nomadi di Coltano. Protagonista del fatto una giovane rom di origine bosniaca che vive da molti anni in Italia e sta cercando di avere la cittadinanza.
Il 21 luglio - dice il sacerdote, che per rispettarne la volontà non rivela il nome della ragazza - la rom è salita sull'autobus delle 16.40 per andare all'ospedale Santa Chiara a fare visita a una zia ricoverata. Munita di regolare biglietto - prosegue il racconto - lo ha timbrato nell'apposita macchinetta. A un certo punto il controllore si sarebbe rivolto alla giovane e alla cugina dicendo loro: «Ragazze, comportatevi a modo». Un atteggiamento che la rom ha giudicato, come riferisce Padre Agostino in una lettera, «prevenuto» e «offensivo». La ragazza avrebbe risposto al controllore di avere il biglietto timbrato e che il suo compito era quello di verificare se il biglietto fosse in regola, «prima di accusarla di qualcosa». Al che l'uomo, stando sempre al racconto della giovane riferito dal prete, «le avrebbe replicato, senza nemmeno guardare il biglietto e davanti alla gente sull'autobus, che senz'altro il tagliando era già stato utilizzato «due o tre volte». A quel punto la ragazza gli ha mostrato il biglietto.
Secondo quanto racconta Padre Agostino, l'episodio ha turbato la giovane. «Voglio augurarmi - ha spiegato la rom - che l'atteggiamento dei controllori della Cpt nei confronti delle ragazze e delle donne rom non sia dettato da pregiudizi o ignoranza. Lo stesso vale anche per gli autisti che, quando vedono dei rom in attesa alla fermata, decidono di passare oltre senza fermarsi: non vorrei che questo diventasse un'abitudine consolidata. Se sbagliamo, è giusto che i controllori ci riprendano e ci diano ciò che meritiamo (multa, richiamo, allontanamento dal mezzo o denuncia). È il loro compito. Ma se il nostro comportamento è corretto e civile, esigiamo altrettanto dai controllori e dagli autisti della Cpt verso noi rom, come verso qualsiasi altro cittadino, italiano o immigrato che sia».
Di fronte alle accuse della giovane rom, abbiamo contattato la Cpt per una replica. L'ingegner Zoppo, direttore dell'azienda, ha dichiarato che l'episodio merita una verifica e un rigoroso approfondimento.
Il personale in servizio sui bus è regolarmente formato - ha spiegato il manager - e gli dispiacerebbe constatare la verità del fatto. Domani mattina prenderà il via un'accurata indagine.
Il 21 luglio - dice il sacerdote, che per rispettarne la volontà non rivela il nome della ragazza - la rom è salita sull'autobus delle 16.40 per andare all'ospedale Santa Chiara a fare visita a una zia ricoverata. Munita di regolare biglietto - prosegue il racconto - lo ha timbrato nell'apposita macchinetta. A un certo punto il controllore si sarebbe rivolto alla giovane e alla cugina dicendo loro: «Ragazze, comportatevi a modo». Un atteggiamento che la rom ha giudicato, come riferisce Padre Agostino in una lettera, «prevenuto» e «offensivo». La ragazza avrebbe risposto al controllore di avere il biglietto timbrato e che il suo compito era quello di verificare se il biglietto fosse in regola, «prima di accusarla di qualcosa». Al che l'uomo, stando sempre al racconto della giovane riferito dal prete, «le avrebbe replicato, senza nemmeno guardare il biglietto e davanti alla gente sull'autobus, che senz'altro il tagliando era già stato utilizzato «due o tre volte». A quel punto la ragazza gli ha mostrato il biglietto.
Secondo quanto racconta Padre Agostino, l'episodio ha turbato la giovane. «Voglio augurarmi - ha spiegato la rom - che l'atteggiamento dei controllori della Cpt nei confronti delle ragazze e delle donne rom non sia dettato da pregiudizi o ignoranza. Lo stesso vale anche per gli autisti che, quando vedono dei rom in attesa alla fermata, decidono di passare oltre senza fermarsi: non vorrei che questo diventasse un'abitudine consolidata. Se sbagliamo, è giusto che i controllori ci riprendano e ci diano ciò che meritiamo (multa, richiamo, allontanamento dal mezzo o denuncia). È il loro compito. Ma se il nostro comportamento è corretto e civile, esigiamo altrettanto dai controllori e dagli autisti della Cpt verso noi rom, come verso qualsiasi altro cittadino, italiano o immigrato che sia».
Di fronte alle accuse della giovane rom, abbiamo contattato la Cpt per una replica. L'ingegner Zoppo, direttore dell'azienda, ha dichiarato che l'episodio merita una verifica e un rigoroso approfondimento.
Il personale in servizio sui bus è regolarmente formato - ha spiegato il manager - e gli dispiacerebbe constatare la verità del fatto. Domani mattina prenderà il via un'accurata indagine.
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