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Chirurgia robotica, il futuro è già realtà per la scuola pisana
Candida Virgone
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Da sinistra: Boggi, Taddei, Tomassini, Mussi, Mosca e Di Vecchio 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Non è che l'inizio della fine. Lo hanno detto ieri mattina sia il direttore generale dell'Aoup, Carlo Rinaldo Tomassini, che il professor Stefano Taddei, in rappresentanza dell'ateneo e del preside della facoltà di medicina. Lo hanno sottolineato nel presentare l'eccezionale trapianto che ha visto Pisa prima in Europa e terza nel mondo, un impianto di rene interamente robotico. Con loro e con il professor Ugo Boggi (reduce in questi giorni da un altro impianto all'avanguardia, anche questo primo in Italia, di parte di fegato da donatore vivente, con tecniche mini-invasive, da una madre ventenne alla figlioletta di 10 mesi, avvenuto all'Ismett di Palermo), c'erano il professor Alfredo Mussi, direttore del dipartimento cardiotoracico, la coordinatrice della stessa struttura, la dottoressa Franca Melfi, il professor Franco Mosca, direttore dell'Hta, Helth tecnology assessment per la chirurgia in Toscana, e la caposala Patrizia Di Vecchio. Taddei ha ricordato e sottolineato la multidisciplinarietà della chirurgia robotica nell'Aoup, dove il sistema da Vinci Hdsi è utilizzato in chirurgia addominale, toracica, ginecologica e urologica, mentre Mussi ha tracciato la storia di Pisa nel settore dei trapianti da donatore vivente, una storia che parte nel 72 con Mario Selli, Sergio Giovannetti e Marino Bargagna e arriva al 2000, quando il Centro di Pisa fu ancora una volta il primo in Italia ad eseguire il prelievo renale con tecnica laparoscopica, e al 2008, con il primo prelievo renale nella penisola con il sistema robotico Da Vinci, fino ai due recenti successi di Boggi. Franca Melfi ha ricordato come 4 dei 40 centri di chirurgia robotica presenti in Italia siano in Toscana, due a Firenze, uno a Grosseto e uno a Pisa, mentre nel 2009 nel mondo ci sono state 136mila procedure di robotic surgery con un incremento percentuale da un anno all'altro del 60%: a Pisa ce ne sono stati 109 da aprile a dicembre 2008, 199 nel 2009 e 189 nei primi sei mesi di quest'anno. «Sono soddisfatto professionalmente e umanamente - ha detto Boggi - ma più di tutto sorpreso delle infinite possibilità che la tecnologia può offrirci». Mosca ha concluso annunciando recenti contatti con chirurghi libici che chiedono un rapporto di collaborazione con la scuola pisana e sottolineando l'assoluta necessità di continuare a puntare sui giovani e sulle grandi potenzialità che la nostra università esprime e che spesso vengono o sono state disperse.
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