Limprenditore Burgio replica alle proteste degli operai
«I miei dipendenti sono ingrati Non ho comprato nessuno yacht»
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Burgio con famiglia e autorità al varo pisano 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. I miei dipendenti sono degli ingrati. È questo il succo della lettera inviata dall'imprenditore siciliano Giuseppe Burgio, in risposta all'articolo del «Tirreno» sulle critiche dei suoi operai (che rivendicano stipendi arretrati) per la sua presenza, ai Cantieri Picchiotti di Pisa, al varo di un yacht che ha smentito di aver acquistato per dieci milioni di euro. «Gentilissima redazione - scrive Burgio -, le notizie riportate nel vostro articolo sono inesatte. Io sono a capo di un gruppo di aziende che sviluppano in aggregato circa 200 milioni di euro di fatturato assicurando il lavoro ed una prospettiva di vita dignitosa ad oltre 500 famiglie. La volatilità del personale nelle mie aziende è prossima allo zero, dato che le dimissioni da questo gruppo in venti anni di attività si contano sulle dita delle mani. Negli ultimi due anni, tremendi per tutto il comparto produttivo italiano, nessun mio dipendente ha perso il posto di lavoro, nonostante uno scenario economico davvero tragico, ancor più in questa terra martoriata da tanti mali, non ultimi i tentativi intimidatori. Il ritardo medio di corresponsione degli emolumenti è stato nel corso del 2009 di soli 21 giorni a fronte di ritardi di incassi commerciali che hanno superato i 60 giorni oltre le insolvenze. Non uno dei miei, così poco grati, dipendenti, ha mai percepito un euro in meno di quello previsto dal contratto collettivo nazionale. Per quanto riguarda le vicende giudiziarie, sono fiero di essere stato forse il primo imprenditore agrigentino a denunciare le estorsioni. Dopo aver sofferto 18 mesi di ingiusta detenzione per non aver avuto prima il coraggio di questa scelta, sono stato assolto con formula piena da qualsiasi accusa con sentenze passate in giudicato che hanno ridato onore e dignità a me ed alle mie azienze, da sempre modello di esemplarità nel mondo della distribuzione organizzata siciliana. Purtroppo sono abituato a convivere con un sistema intimidatorio che continua nelle sue attività destabilizzanti derivanti da interessi economici importanti. Non sono abituato a far polemica, ma solo a lavorare tanto, per assicurare alle mie aziende e anche ai lavoratori, in buona fede o meno, una prospettiva di continuità e benessere in un panorama sempre più difficile e complicato. Last but not least sono proprietario, molto soddisfatto, da ormai più di due anni, di un Mangusta 80 ht che porta il nome dei miei figli, Elfran: non ho acquistato nessun Leopard 34 dalla famiglia Picchiotti e se mai dovesse succedere sarà un'attività commerciale alla luce del sole e a discapito soltanto delle mie finanze personali. Spero che questa mia possa smorzare definitivamente i toni di una polemica sterile e fuorviante, che se dovesse degenerare potrebbe produrre enormi danni economici e di immagine alle mie aziende ed alla mia persona, con conseguente rivalsa nei confronti di chi ha operato in tal senso».
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