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Calci, l'adozione abita qui
Pierluigi Ara
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Monsignor Antonio Cecconi nel cortile dell’ArcivescovadoMonsignor Cecconi: ci sono stati adesioni per i bimbi di Haiti
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CALCI. Alcune coppie si sono sposate e non hanno lasciato cadere nel vuoto l'invito, del sindaco Bruno Possenti e del parroco monsignor Antonio Cecconi, di adottare a distanza un bambino di Haiti. Nell'isola dei Caraibi, martoriata dal terremoto, arrivano così gocce tangibili di solidarietà dall'ombra del monte pisano. Gesti nobili di grande significato umano e morale, che ha visto promotori il primo cittadino della Vallegraziosa e il proposto, il quale è anche vicario generale della diocesi di Pisa. Monsignor Cecconi, da parte sua, dichiara: «Abbiamo fornito a chi è convolato a nozze i recapiti e i numeri telefonici per attuare le adozioni. So che ci sono state di sicuro adesioni e questo ci da intima soddisfazione». Il sacerdote, dietro nostra insistenza, ci dice: «Non possiamo rivelare chi ha compiuto queste buone azioni anche perché, nello spirito e nell'insegnamento del Vangelo, "la mano destra non sappia quello che fa la mano sinistra"». Il sindaco Possenti, fresco reduce dalle vacanze trascorse all'isola del Giglio, ha ripreso a pieno ritmo l'attività alla guida dell'amministrazione comunale. I problemi da affrontare non sono pochi, alcuni cronici. Quello del sociale è un obiettivo prioritario e in questa ottica va letta anche l'iniziativa per Haiti con epicentri il municipio e la chiesa. «In mia assenza - ci dice il sindaco - ho raccomandato agli uffici preposti di attivarsi per associare gli auguri a chi si unisce in matrimonio insieme con l'opportunità dell'adozione a distanza che consente a molti bambini la speranza di un futuro. Non sò esattamente quanti abbiano aderito anche perché certe decisioni si prendono in privato autonomamente prima e dopo la pronuncia del "sì"». Pare di capire che non poche coppie effettivamente abbiano accolto l'invito affidandosi soprattutto a due organizzazioni presenti sul posto, la fondazione Rava e la Caritas. Percorre inoltre strade umanitarie diverse. «Dei 15 matrimoni con rito civile, nel primo semestre di quest'anno - confida Possenti - solo gli ultimi sono rientrati nella possibilità di proporre l'adozione in quanto l'intesa sottoscritta con monsignor Cecconi è partita a maggio». «Una cosa è certa - è ancora il primo cittadino che parla - quando celebro io o affido la delega ad altri (nei giorni scorsi hanno celebrato le nozze Paolo Lazzerini e poi Massimiliano Ghimenti) il principio è stato di ricordare agli sposi come l'isola di Haiti sia stata distrutta dal terremoto, la popolazione già poverissima sia rimasta in condizioni disperate. Tanti bambini hanno perso i genitori, molti altri, rimasti menomati, hanno bisogno di cure mediche. E altra gente versa nel più assoluto bisogno, manca tutto. Eppure, a pochi mesi di distanza, non se ne parla più». Il sindaco tiene a rimarcare come nonostante le difficoltà, che in questo momento sta attraversando il nostro Paese, dobbiamo fare qualcosa. «L'adozione a distanza può dare a molti bimbi la speranza di un futuro, analogamente il sostegno a progetti di riabilitazione può mettere molte famiglie in condizione di ripartire». L'appello viene ripetuto, in piena sintonia tra sindaco e parroco. «Ci rivolgiamo - dicono - allo spirito di solidarietà umana e di carità cristiana che in numerosi occasioni si è saputo manifestare. In particolare proponiamo alle nuove famiglie, che si uniscono in matrimonio, di "invitare" simbolicamente un bambino di Haiti ad unirsi alla loro festa».
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