Il Tirreno

Pisa

Più elogi che critiche: lunga attesa, ma un bel lavoro

Gianluca Campanella
Ombretta Melai
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Ombretta Melai

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 PISA. L'impatto visivo è notevole e suscita tra i cittadini le reazioni più variegate: alcuni sono entusiasti del parcheggio in piazza Vittorio, altri delusi. Ma sull'inaugurazione di ieri mattina prevale il clima di festa, al punto che l'ex sindaco Paolo Fontanelli affianca l'attuale primo cittadino Marco Filippeschi, che è pronto a tagliare il nastro, e si concede l'auto-ironia: «Sono tornato sulla scena del delitto».  Dai tavolini del bar Gambrinus, Mino Tizzano, che lavora lì, segue la scena a distanza e commenta: «Hanno fatto proprio un bel lavoro, anche se l'attesa è stata lunga. Ora aspetto ancora di conoscere l'informazione più importante: quanto costa il posto auto. Noi lasciamo la nostra macchina in fondo a via Battisti e se qui il prezzo è accettabile, è chiaro che utilizzeremo questo parcheggio. Spero che abbiano fatto una convenzione per gli esercenti e anche una cosa giusta per tutti gli altri: in quel caso il parcheggio avrà successo e sarà sempre pieno. Diversamente, se mi chiedono 30 euro al giorno, io non posso spenderli».  La signora Giovanna Faccioli, invece, si iscrive al partito degli scettici: «Un po' mi dispiace, perché preferivo la piazza com'era prima; era veramente bella. Capisco le esigenze del traffico, ma forse sarebbe stato meglio costruirlo da un'altra parte: in questa posizione il parcheggio serve solo ai turisti».  Ombretta Melai si arrampica dal terzo piano sotto terra: «C'è molta luce anche laggiù, incredibile! All'inizio ero perplessa: mi chiedevo se aveva senso chiudere per anni una piazza così bella; ne sono passati così tanti che ho perso il conto. Ora devo rivalutare Fontanelli per l'intuizione che ha avuto». Sua madre, Leontina Taddei, la riprende: «Guarda che è anche merito di Filippeschi se il parcheggio è bellissimo». Poi Ombretta prosegue: «Sono un'amante dell'arte e l'aspetto più interessante è aver conservato un angolo con l'antica porta di San Gilio».  Infine Grygoriy Zubkov, medico colonnello dell'Armata Rossa, ora in pensione, scherza: «Vengo dall'Ucraina e sono cittadino pisano da cinque anni. Non avevo ancora visto questa piazza e sono qui da ieri sera (mercoledì per chi legge, nda): speravo che al primo arrivato assegnassero un posto auto gratis». Grygoriy dopo l'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, nel 1986, ha avuto problemi di salute per curare i quali è arrivato in Italia: «Mi sono operato al Santa Chiara e ora sono invalido, quindi so che posso usare i posti auto riservati». Cerca i simboli delle carrozzelle al piano "meno uno" e sceglie lo stallo numero 1015: «Questo è il mio».

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