Italia
Accordo con la Romania. Costo complessivo 110mila euro
Nei campi di San Giuliano nasceranno pomodori e prugne bio
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L’agricoltura biologica conquista sempre più mercati2 MINUTI DI LETTURA
SAN GIULIANO. Pomodori senza più confini, poi la frutta in primis prugne e mirtilli: il biologico ormai si sta affermando ed è destinato ad avere un notevole impulso. Italia e Romania sono più vicine, denominatore comune l'agricoltura attraverso il Crosscap, progetto che sta a indicare l'azione transnazionale per diffondere la politica della cultura tra i due paesi. L'iniziativa avrà un costo complessivo di 110mila euro, per il 60% il finanziamento è della comunità europea, il restante importo ce lo mette il Comune di San Giuliano, come capofila, che ha lavorato con lungimiranza affidando il compito a Elena Fantoni, responsabile del settore ambiente e agricoltura. Coofinanziatori dell'innovativo progetto anche la Coop pisana, Alfea cinematografica (referente Alberto Gabrielli), la Confederazione Italiana Agricoltori (referente Cecilia Giannoni) e la società Temesis, che ha in Francesca Ceron la coordinatrice del progetto. Ieri mattina nei locali della stazione ferroviaria è avvenuta la presentazione alla stampa nel corso di un seminario di studio e confronto di esperienze. È intervenuto il sindaco Paolo Panattoni («puntiamo a un ecosistema che funzioni, il nostro messaggio è di quelli da far passare...») e l'assessore Francesco Verdianelli («lo sforzo che produciamo merita considerazione»). Nicole Livia Atudosei, dell'università bioterra di Bucarest, che è presente insieme a Mitrea Elisabeta Gabriela e Giovanni Matteotti, di Icea (istituto per la certificazione etica e ambientale della Romania) credono molto a questo scambio nell'integrazione di tecniche ed esperienze. «Per esempio - dice Nicole Livia Atudosei - noi siamo all'avanguardia in fatto di qualità e conservazione dei prodotti di madre terra». Illuminato il contributo dell'agronoma Patrizia Piltaldi, non secondario il contributo di Antonella Ara e Gianluca Brunori, del laboratorio di studi rurali "Sismondi", dell'ateneo pisano. Il progetto terminerà a giugno del prossimo anno. Tra l'altro si propone di informare gli operatori e tutti i cittadini mettendo a fuoco i vantaggi che possono derivare. Assicurata una cura speciale sul piano scientifico, mentre l'associazione Slow Food sarà coinvolta nelle attività di divulgazione. Chiave di lettura è la Pac, la politica agricola comune, trait d'union, in termini finanziari, con l'Unione europea. La filosofia della Pac si è evoluta nel tempo fino a considerare gli agricoltori, oltre che produttori di alimenti sani e di qualità, anche soggetti che svolgono un ruolo di pubblico interesse per il mantenimento del tessuto socio-economico rurale, la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio rurali.
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