Il Tirreno

Pisa

I balneari: sì alla scuola da ottobre

I balneari: sì alla scuola da ottobre

Ma Cgil e Cisl insorgono: «Così il governo vuol fare cassa»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Iniziare la scuola a ottobre? Alla proposta lanciata dal senatore Costa, la risposta degli imprenditori del litorale pisano è immediata e senza incertezze: magari!
I sindacati degli insegnanti, invece, sono contrari, eccezion fatta per la Uil.

I titolari di stabilimento balneare sposano in pieno questa idea. Fabrizio Fontani, presidente del Sib Confcommercio Pisa, rappresenta con il suo sindacato il 90% degli operatori: «Siamo d'accordo con questa iniziativa. Crediamo che posticipare ad ottobre l'inizio dell'attività scolastica consentirebbe a noi imprenditori di prolungare la stagione per un altro mese e allo stesso tempo permetterebbe alle famiglie di poter allungare le vacanze. Settembre è un mese ancora bello dal punto di vista meteorologico e questa proposta si inserisce perfettamente nel solco di un più generale prolungamento della stagione estiva. Cosa che chiediamo da tempo. Con questo sistema, inoltre, anche le famiglie meno abbienti avrebbero la possibilità di permettersi una vacanza a prezzi decisamente più vantaggiosi».

Sergio Sighieri, presidente del sindacato Fiba Confesercenti, aggiunge: «Più che posticipare l'apertura delle scuole, un fatto che valutiamo positivamente, per noi sarebbe molto meglio anticiparne la chiusura alla fine di maggio. Cominciamo a lavorare davvero dopo la chiusura delle scuole, prima si fanno affari solo durante i fine settimana. Credo poco al fatto che questa proposta venga alla fine realizzata, l'Italia è comunque un Paese variegato e le realtà meteorologiche sono molto diverse tra loro. In ogni caso, non so valutare dal punto di vista formativo, ma da quello imprenditoriale non possiamo che essere d'accordo».

Invece dai sindacati dei docenti giunge un "no" quasi unanime.
L'unica sigla a dichiararsi possibilista con riserva è la Uil, mentre Cgil e Cisl si dichiarano pienamente contrarie a quella che il ministro dell'Istruzione Gelmini ha definito «un'opportunità per il settore del turismo».

Proprio il riferimento al turismo è ritenuto «fuori dal mondo» da Gabriella Bresci, responsabile di Cgil scuola di Pisa. «Nel contesto attuale - prosegue Bresci - non c'è posto per proposte del genere. Il nostro sospetto è che il posticipo delle lezioni serva al governo per prendere tempo per risolvere i problemi in cui versa oggi il sistema».

Sulla stessa lunghezza d'onda Maria Giuseppa Canuso, segretario generale di Cisl scuola di Pisa, che liquida con un secco «no, così non va», la possibilità di posticipare l'inizio delle lezioni. «Mentre la scuola sta vivendo uno dei momenti più critici della sua storia, i nostri politici si dilettano con pronunciamenti sul calendario scolastico, materia peraltro di prerogativa delle Regioni».

Rodolfo Sorrenti, responsabile di Uil scuola di Pisa, si mostra invece possibilista: «Se settembre fosse utilizzato per attività integrative come corsi di recupero, accoglienza e orientamento, la proposta sarebbe positiva». Vi sono però anche alcune riserve, visto che, conclude Sorrenti, «c'è il sospetto che il governo voglia utilizzare il posticipo per "fare cassa", senza assumere così supplenti per il mese di settembre». Se così fosse, anche la posizione di Uil scuola si allineerebbe a quella di Cgil e Cisl.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani