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Settemila pisani soffrono del disturbo bipolare Una molecola può aiutarli
G.U.B.
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La professoressa DellOsso 1 MINUTI DI LETTURA
PISA. Dormono poche ore per notte, ma appaiono dinamici e produttivi. Sono spesso persone di successo, confessano di stare bene, minimizzando disturbi come un po' di ansia, qualche calo dell'umore. Dicono di saper reagire pensando positivo. Con tali caratteristiche, a Pisa e provincia, si contano circa settemila persone. Chi sono in realtà? Sono soggetti, per lo più giovani, con sindrome bipolare, un disturbo ciclico dell'umore con alternanza di fasi depressive ed euforiche, talora aggressività, che li rendono psicologicamente instabili con il partner, sul lavoro e nello studio. Intorno a loro, però, si creano diffidenza e timore. Secondo la professoressa Liliana Dell'Osso, direttore dell'Unità operativa di psichiatria all'Azienda ospedaliera universitaria pisana - che con il professor Cassano ha sempre seguito questo problema - oggi abbiamo maggiore consapevolezza della malattia e conoscenza della natura del disturbo. È ora disponibile una nuova formulazione di una molecola già in uso, la quetiapina in compresse, questa volta a rilascio prolungato. Ciò - ha detto Dell'Osso in un convegno a Milano - assicura il rilascio costante nelle 24 ore. Viene quindi somministrata una volta al giorno, con beneficio per il paziente. Tale formulazione permette di contenere rapidamente i sintomi maniacali e psicotici.
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