«Pisa non può accettare tutto ciò»
Giovanni Parlato
◗
Il sindaco Marco Filippeschi Sindaco e assessori sotto sorveglianza dopo le intimidazioni dell'altra sera
4 MINUTI DI LETTURA
PISA. Vigili urbani davanti all'ingresso principale di palazzo Gambacorti. E vigili davanti alla porta della segreteria del sindaco, mentre un carabiniere in borghese è appoggiato al muro. Dopo i fatti dell'altra sera al centro Maccarrone, all'interno del Comune si respira un'aria pesante. «Episodio grave che spero non si possa più ripetere, un fatto che non c'entra nulla con la politica e con le criticità della città come il problema della casa», dice il sindaco Marco Filippeschi. Prima di ripercorrere quanto accaduto, il sindaco ricorda i 24 milioni di euro da investire nell'edilizia pubblica e sociale, l'accordo con la Guardia di Finanza per scovare gli affitti al nero, l'Agenzia Casa quale strumento per lavorare con le proprietà che hanno alloggi sfitti. Questo l'impegno del Comune per cercare di fronteggiare l'emergenza casa. Poi, il commento a giovedì sera: «Una cattiva rappresentazione della politica in forma di illegalità che va sempre contrastata. Prima ci si pone dalla parte della legalità e, successivamente, si discutono i problemi». Il sindaco ricorda anche che martedì scorso «quando ero a casa per l'influenza, avevano tentato di entrare nel mio ufficio e sono stati fermati da quattro vigili urbani. Quindi, sono entrati nella stanza dove era riunita la giunta interrompendo i lavori per due ore. Avevo richiamato l'attenzione del procuratore su questi fatti e, mentre la questura si era mossa d'ufficio». Ed ora veniamo ai fatti più recenti. «Ieri sera (l'altra sera per chi legge, ndr), ecco un altro fatto negativo e inaccettabile. Al termine della riunione al Centro Maccarrone all'interno della sala, mentre stavo parlando con un altro sindaco (Panattoni, ndr) e il presidente Pieroni sono stato accerchiato da trenta persone che mi hanno posto delle domande cui ho risposto. Poi - continua il sindaco - ho cercato di andare via, ma non mi facevano uscire dalla sala. Consigliato da un usciere, ho cercato un'altra via attraverso l'uscita di sicurezza. Sono uscito e dietro di me c'era Pieroni. Una volta arrivato davanti al cancello, queste persone hanno richiuso il cancello che era aperto e non potevo andare via. Ho provato a uscire e in quel momento ci sono stati gli spintoni. Qualcuno ha chiamato la polizia, mentre io ho chiamato il prefetto». È questo il momento di maggiore tensione. Qualcuno propone al sindaco di andare in una stanza, in attesa dei poliziotti. Il sindaco rifiuta. Resta davanti al cancello accerchiato dagli antagonisti. Ed ecco nuovamente il racconto di Filippeschi: «Poco dopo è arrivata una volante della polizia i due agenti hanno aperto il cancello. Mi hanno seguito fino alla macchina parcheggiata davanti alla Cpt guidata da un amico e sono andato via». L'amico alla guida dell'auto partita a fari spenti di cui il sindaco non ha voluto svelare il nome, era l'ex assessore Giuseppe Sardu, che a suo tempo non nascose l'intenzione proprio di candidarsi a sindaco (poi ritirata). «Il fatto di essere stato accerchiato e di essermi stato impedito di uscire è un atteggiamento intimidatorio inaccettabile. La storia di Pisa dice che simili atteggiamenti, che non mi intimidiscono, non possono essere condivisi. Io voglio essere un sindaco libero. Purtroppo non voglio enfatizzare quanto accaduto, ma sicuramente si tratta di grave episodio». Il sindaco (come del resto gli assessori Ciccone e Zambito attaccati mentre la giunta era in corso) sono sorvegliati dalla polizia municipale. Non si tratta certo di una scorta, ma di un livello d'attenzione nei loro confronti che prima non c'era. Intanto, ieri mattina il sindaco ha convocato i capigruppo informandoli di quanto accaduto (e già riportato sulla cronaca del nostro giornale) e ricevendo la solidarietà. E per quanto riguarda il caso dell'occupazione della casa in via Marsala? Qual è la via d'uscita? «È un fatto - risponde il sindaco - che riguarda delle persone che hanno scelto non un'occupazione simbolica, ma una prolungata occupazione che li pone nell'illegalità. Il proprietario ha chiesto l'intervento della magistratura e in questo contesto il Comune non c'entra. Noi quello che abbiamo potuto fare, lo abbiamo fatto». Il consiglio comunale, si ricorda, aveva votato un ordine del giorno contrario allo sgombero. «Il consiglio comunale - dice il sindaco Marco Filippeschi - può consigliare che possano essere accelerati dei provvedimenti tanto è vero che i servizi sociali hanno chiamato le famiglie per un monitoraggio. Ma l'intransigenza degli occupanti "o si trova una soluzione a tutte e otto le famiglie o nulla" ha reso più difficile ogni soluzione per gli aventi diritto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
